Imperia, la piscina passa dalla Rari alla Fin. La pratica infiamma il dibattito in Consiglio comunale

piscina cascione imperia alla fin

È approdata oggi in Consiglio comunale la pratica relativa all’approvazione dello schema di accordo fra il Comune e la Federazione Italiana Nuoto per la “valorizzazione” della piscina comunale Felice Cascione. Il dibattito in realtà si è acceso già da tempo in città, in quanto, di fatto, si tratta del passaggio della gestione dell’impianto natatorio dalle mani della Rari Nantes Imperia alla FIN, il cui vicepresidente regionale è l’imperiese Silvio Todiere.

La questione è stata anche oggetto di un esposto alla Procura della Corte dei Conti da parte del consigliere di opposizione del Pd Ivan Bracco, che ha contestato i 424mila euro che il Comune assegnerà alla Fin per la gestione della piscina, senza aver effettuato alcuna gara d’appalto. In merito lo stesso Todiere aveva spiegato che, a suo dire, non necessitava alcuna gara in quanto la Fin è una Federazione nazionale riconosciuta dal Coni.

La pratica è stata illustrata dall’assessore Marcella Roggero, che ha sottolineato: “Da qualche settimana assistiamo a un tentativo maldestro di strumentalizzare questa pratica amministrativa in modo particolare dal consigliere Ivan Bracco. Noi costruiamo e altri insinuano e lavorano sui sospetti. Questa delibera non nasce da accordi personali o amicizie personali, ma da un percorso partito dal 2018, dal momento in cui questa amministrazione ha deciso che lo sport non dovesse essere solo una spesa. Abbiamo restituito dignità a impianti che erano stati dimenticati, come la palestra maggi, il Ciccione, il campo di rugby e creato nuove strutture sportive con il campo di San Lazzaro e nuove palestre”.

“Gli impianti vanno riempiti di gestioni e l’obiettivo di un accordo con la Federazione non è mai stato nascosto”, ha dichiarato. “La Fin ha scelto Imperia per un centro federale e ce ne sono 12 in Italia. Ora anche Imperia avrà il centro e sarà il primo della Liguria. Questa è la notizia. Non è una cessione o una privatizzazione, ma una collaborazione. Comune e Federazione monitoreranno insieme l’andamento della gestione, che avrà una durata di 9 anni. I dipendenti saranno tutelati, così come il servizio e gli utenti. L’importo di 424 mila euro tiene conto del fatto che il bar non farà parte della gestione, ma viene scorporato. I lavoratori rimarranno e le associazioni che vogliono far parte del mondo della piscina rimarranno”.

Per Lucio Sardi di Alleanza Verdi Sinistra “la presentazione dell’assessore Roggero è molto spinta e molto propagandistica. Una rappresentazione a senso unico”. Dice Sardi: “Questa prima di tutto è una struttura pubblica e dovrebbe essere possibile l’accesso alle associazioni come bene pubblico. È una struttura grossa, costata una cifra assurda e che ha costi energetici assurdi. La Federazione Italiana Nuoto è come tutte una struttura costituita da politici vestiti da sportivi, parcheggiati lì. Per esempio abbiamo un presidente della Federazione Pallavolo che non sa manco cosa sia la pallavolo e lo ha pure detto lui. A me non convince il fatto che ci andiamo a impegnare per nove anni. Per giunta con un affidamento diretto alla FIN, che non è un soggetto pubblico. Gli organismi competenti valuteranno se questo sia regolare o meno“.

Dice Luciano Zarbano di Imperia senza padroni: “La piscina Cascione serve l’attività agonistica, il nuoto libero, le società sportive e molte famiglie. Un Centro Federale a Imperia può essere un’opportunità seria. Proprio per questo non discuto la Federazione Italiana Nuoto e non discuto il Centro Federale. Discuto come questo Consiglio sia messo in condizione di decidere su un atto che ci vincola per nove anni e per almeno 3.816.000 euro di solo importo fisso, ai quali si aggiungono manutenzione straordinaria, interventi strutturali, agibilità, lavori urgenti ed eventi comunali, oneri che negli atti non sono quantificati.

Cinque questioni. Primo, la base giuridica dell’affidamento senza gara. Il Comune mette gratuitamente a disposizione il bene, riconosce 424.000 euro l’anno e mantiene a proprio carico manutenzione straordinaria e altri interventi strutturali; la FIN incassa le entrate e gestisce la parte operativa. Non dico che l’accordo sia illegittimo. Dico che resta il rischio che il rapporto venga riqualificato come affidamento di un servizio, con conseguente necessità di evidenza pubblica.

Secondo, la premessa economica si contraddice da sola. Il non fare gara si regge su una premessa: che la gestione sia priva di rilevanza economica. La delibera lo desume ‘dall’analisi del trend storico dei bilanci presentati dall’attuale gestore’. Quei bilanci non ci sono. Non un numero, non una tabella, non un piano economico-finanziario. Ci viene chiesto di escludere la concorrenza sulla base di un’analisi che non abbiamo mai visto. Il modello cambia: cambia il contributo, cambia il perimetro, cambia il trattamento del bar e tutte le entrate sono attribuite alla FIN. Serve quindi un piano economico-finanziario del nuovo assetto, con ricavi, costi, investimenti, rischi e risultati attesi.

Terzo. La copertura finanziaria: due atti, due verità. Il dispositivo dice che la spesa è coperta per 2026, 2027 e 2028. Il parere dei Revisori dice che è coperta solo la prima annualità e che per 2027 e 2028 servirà una variazione di bilancio.

Quarto. Il costo, il perimetro, e la natura del rimborso. Il contratto attuale indica 380.000 euro IVA compresa. Il nuovo accordo prevede 424.000 euro l’anno come ristoro, per un perimetro che la planimetria allegata rappresenta senza bar, aree pertinenziali e locali SPA. Prima di confrontare i due importi bisogna chiarire il diverso regime fiscale e l’identità del perimetro. Chiedo inoltre chi gestirà dal 1° settembre il bar e le aree escluse, che nel fascicolo non risultano assegnate, e quali costi o ricavi resteranno collegati a tali spazi. Se i 424.000 euro sono una compartecipazione ai costi delle utenze, servono almeno rendicontazione dei costi effettivi, letture dei contatori, criteri di riparto e conguaglio.

Quinto. Il Centro Federale e i cittadini: parole senza clausole. Nell’accordo il Centro Federale è nominato, ma non sono fissati un termine di attivazione, un contenuto minimo, investimenti obbligatori della Federazione o conseguenze specifiche in caso di mancata realizzazione. Non trovo penali, una clausola risolutiva espressa, poteri sostitutivi o un recesso unilaterale collegato al mancato avvio del Centro”.

Ivan Bracco del Pd sottolinea: “Quando ho presentato un’interpellanza in merito, l’assessore aveva negato qualsiasi accordo con FIN. Ribadisco che la Fin non è un soggetto pubblico e tutte le piscine a livello nazionale sono affidate con gare. Ho parlato con esponenti della Rari Nantes e sono tutti preoccupati perché non si sa che fine faranno gli atleti. E parliamo di una società che per anni ha dato prestigio alla città. Chi minaccia e fa denunce a chi cerca di svolgere il suo ruolo secondo me sta sbagliando“.

L’assessore Roggero ha poi ribattuto a Bracco, evidenziando di aver sostenuto in precedenza che “ancora non vi erano atti relativi alla pratica e che quindi se ne sarebbe parlato quando questi ci fossero stati”.

Dalla maggioranza, Antonello Ranise di Insieme dice: “Secondo i consiglieri Zarbano, Bracco e Sardi e percepisco un seminare sospetti che sporca anche questa pratica. Dò un consiglio non richiesto a Sardi e Zarabano: non si capisce quasi nulla di quello che dite. E secondo me non lo capisce nessuno. Vi chiedo di essere più sintetici e più chiari. Mi voglio complimentare con l’amminiastrazione per questo accordo. A mio parere questa è una pratica estremamente valida”.

Sulla stessa scia di Ranise anche Antonello Motosso di Avanti, che ringrazia l’assessore Roggero e il sindaco Claudio Scajola per la scelta effettuata. Martina Bencardino di Insieme sottolinea che “la Federazione non sceglie sicuramente un comune come partneri di iniziative di questo tipo per amicizia con qualcuno”. E aggiunge: “È normale che i cambiamenti portino sempre timori e dubbi, ma dobbiamo essere orgogliosi che la FIN guardi a Imperia, perché vuol dire che qualcuno ha saputo seminare bene, anche lavorando per far conoscere la Rari Nantes in Italia e nel mondo, rendendo la piscina Felice Cascione un punto di riferimento per il nuovo a livello nazionale. Dobbiamo riconoscere la storia e avere il coraggio di guardare avanti. La piscina diventerà un centro federale di alta specializzazione, che coinvolgerà le squadre nazionali per la preparazione, oltre all’organizzazione di manifestazioni sportive nazionali e internazionali. Ma la piscina continuerà a essere la piscina degli imperiesi, aperta alle famiglie, ai bambini, alle scuole, alle persone con disabilità e alle società sportive“.

Andrea Landolfi di Avanti ha ricordato che “i costi pagati dal Comune servono per consentire alla piscina di continuare a svolgere la funzione sociale che svolge da anni”. Per Davide La Monica i consiglieri di opposizione “hanno equivocato il loro ruolo, perché ogni consigliere comunale dovrebbe sostenere pratiche a favore della città, mentre vengono dette una serie inenarrabile di inesattezze al solo scopo di attaccare l’Amministrazione”. E ribadisce: “La FIN è un ente di diritto privato che ha funzioni pubblicistiche e in Italia ci sono impianti, come quello di Torino, che sono affidati alla Federazione”.

Plauso alla scelta dell’amministrazione anche da parte di Matteo Fiorentino di Prima Imperia e Paolo Ornamento di Avanti. Daniela Bozzano del Pd ricorda invece che “più si sale in alto e più c’è il rischio di cadere. Ancora dal Pd, Edoardo Verda evidenzia che “risulta di difficile comprensione definire un soggetto privato come fosse un soggetto pubblico e affidargli la piscina senza una gara”.

Interviene il sindaco Claudio Scajola: “La piscina è stata costruita nel 1982 con un impegno molto forte da parte del Comune, perché prima c’era un capannone gonfiato di aria con una pozza. Quando da sindaco portai la pratica in Consiglio comunale, la sinistra si oppose e fece le barricate perché in quel luogo c’era un deposito di casse con scritto CCP. Certi interventi di oggi mi ricordano quelli di allora. Confondere la Fin con una marca di pinne e non capire l’importanza per una città come Imperia di avere un centro federale ritengo voglia dire vivere in un altro pianeta. Forse bisognerebbe abolire le Commissioni consigliari, perché dovrebbero snellire le pratiche e invece non si fa che allungare i tempi di ogni pratica. Stiamo uscendo dalla logica. Io spero che anche la FIDAL si accorga di noi e faccia un centro federale al campo del Prino. Noi diamo un contributo per la gestione della piscina e la società sportiva si occuperà della gestione dell’impianto. È inutile perdersi a spiegare a chi non può arrivare a capire“.

Zarbano ha contestato l’atteggiamento della maggioranza: “In quest’aula non si possono fare domande perché si viene derisi anche per l’accento che uno ha e per come parla. Mi venite a dire che non mi si capisce, ma state tranquilli che i cittadini capiscono benissimo. Il consigliere di Insieme Luca Volpe invece ha accusato “la sinistra di mettere una cappa di ombre ogni volta che questa amministrazione fa qualcosa per la città”.

Alla fine dell’ampia e a tratti accesa discussione, la pratica è stata approvata con i voti della maggioranza.