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Si è conclusa ieri sera, nella suggestiva cornice di piazza dei Corallini, la tredicesima edizione di “Cervo ti Strega”, che ha ospitato il vincitore del Premio Strega 2026, Michele Mari.

Lo scrittore milanese, premiato anche con il Premio Strega Giovani 2026, ha incontrato il pubblico presentando il suo ultimo romanzo, “I convitati di pietra” (Einaudi), nell’edizione che celebra gli ottant’anni del più prestigioso riconoscimento letterario italiano.

A guidare la serata è stato Pino Strabioli, volto storico del Premio Strega, che ha dialogato con l’autore ripercorrendo temi, suggestioni e curiosità del romanzo. Il Comune di Cervo ha inoltre consegnato a Michele Mari un’opera dell’artista Sergio Saroni, mentre al Bastione di Mezzodì è ancora visitabile fino al 25 luglio la mostra “Una dolcezza feroce”, dedicata al pittore.

L’incontro è stato reso accessibile grazie alla traduzione in LIS curata da Lorella Galvani ed è stato accompagnato dalle esibizioni dell’Ines Aliprandi Trio, composto da Ines Aliprandi alla voce e al pianoforte, Enzo Cioffi alla batteria e Mauro Demoro al contrabbasso.

Al termine della presentazione lo scrittore si è fermato per il tradizionale firma copie e per incontrare i lettori presenti. Anche quest’anno non è mancata la partecipazione degli studenti dell’Istituto Baruffi di Ceva-Ormea e del Liceo Vieusseux di Imperia, coinvolti nell’iniziativa insieme ai rispettivi docenti.

Confermandosi appuntamento di rilievo nazionale, il progetto Cervo ti Strega ha rafforzato anno dopo anno il dialogo tra territorio e grandi protagonisti della scena letteraria italiana.

Cervo ti Strega è organizzato in collaborazione con Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Strega Alberti Benevento e BPER Banca, ed è realizzato con il patrocinio e il sostegno di Regione Liguria, Provincia di Imperia, Camera di Commercio Riviere di Liguria, DMO Riviera dei Fiori, I Borghi più Belli d’Italia, Città che Legge, M Hotels, Hotel Paradiso Diano Marina, Bagni L’Angolo, Ristorante Bellavista e Ristorante San Giorgio. Si ringrazia “I Fiori di Isa e Paola” per gli addobbi floreali.

Le parole di Michele Mari, Lina Cha e Francesca Rotta Gentile

“L’idea di questo libro è stato un capriccio”, esordisce Mari. “È arrivata nella primavera del 2025, quando ho sentito l’impulso di tornare a scrivere e ho rivisitato questa idea, questa poco più che una trovata che mi aveva visitato per la prima volta credo una dozzina, una quindicina d’anni fa, in occasione di una delle tante cene di classe che ho effettivamente vissuto con i miei compagni. Ma non c’è alcuna relazione tra la mia classe storica reale di compagni e questi personaggi di carta e inchiostro. Credo che i premi costringano l’autore a uscire un po’ dal suo guscio e a misurarsi anche con gli altri protagonisti della scena letteraria”.

Sui progetti futuri, dice: “A questa domanda devo rispondere con un non lo so, perché veramente dopo che ho scritto un libro passa almeno un anno, un anno e mezzo prima che mi venga qualche buona idea”.

“Una serata veramente emozionante”, commenta entusiasta il sindaco Lina Cha. “Celebriamo l’ottantesima edizione del Premio Strega e la tredicesima edizione di Cervo ti Strega. Ormai è un sodalizio: siamo stati tra i primi a stabilire un rapporto con la Fondazione Bellonci, grazie a Francesca Rotta Gentile, che ne è stata l’ideatrice e la curatrice, anche per il legame che aveva, attraverso la sua famiglia, con Maria e Goffredo Bellonci, ideatori di questo premio. Vorrei ricordare anche Strega Alberti, perché la ditta Alberti sponsorizza questo premio nazionale, veramente di importanza assoluta per quanto riguarda la letteratura italiana. È stata una grande serata con Michele Mari, che ha sicuramente meritato questa vittoria per tutte le opere che già lo caratterizzano. Siamo felici di averlo accolto insieme a uno dei volti televisivi più noti, Pino Strabioli, questa sera sul palco dei Corallini”.

Conclude Francesca Rotta Gentile, organizzatrice della rassegna: “Una grande emozione e, personalmente, per me è un grande privilegio. La grande letteratura ormai è davvero di casa a Cervo: questo progetto Strega lo portiamo avanti da 13 anni. Abbiamo ospitato a maggio i cinque finalisti del Premio Strega Poesia, perché lo Strega quest’anno ha anche ideato questo nuovo riconoscimento, e l’evento conclusivo con un vero scrittore. Michele Mari è stato un grande piacere accoglierlo a Cervo: un grandissimo traduttore, professore per tanti anni all’Università di Milano e davvero uno scrittore di altissimo livello”.

“I convitati di pietra”

22 luglio 1975: la data fatidica in cui una classe del liceo, festeggiando con una cena il primo anniversario dell’esame di maturità, decide di stipulare un accordo di sangue e denaro. Ognuno dei trenta ex alunni verserà tutti gli anni una cifra e il capitale sarà investito in modo da generare, con il trascorrere dei decenni, un’autentica fortuna.

Il meccanismo è semplice: la riffa terminerà quando saranno rimasti in vita soltanto tre compagni di classe e, a quel punto, i superstiti potranno godere del montepremi.

Ma i rancori sopiti, gli amori taciuti, le promesse e le invidie nate sui banchi di scuola si infiammano anno dopo anno. E quando ogni 22 luglio si ritroveranno a cena, si informeranno dei malanni altrui per prevedere chi sarà il prossimo a passare a miglior vita.

Fino a trasformare i protagonisti di questa storia in giocatori seduti al tavolo di un’immaginaria roulette, “per i quali indovinare un numero significa desiderarlo, se non altro per poter continuare a giocare”.

E si sa che ogni gioco ha le sue regole e i modi per aggirarle: scommesse clandestine, tresche, sospetti, tentativi di omicidio, improbabili macumbe e soprattutto il Caso, che agisce scompigliando anche il piano meglio architettato.

Michele Mari, mai così divertito e divertente, segue i suoi personaggi fino al 2050 e oltre, grazie a un ingranaggio affabulatorio che inchioda il lettore alla pagina.

Del resto tutti noi abbiamo vissuto la singolare ambiguità delle cene di classe, fatte di momenti prodigiosi in cui il tempo sembra essersi arrestato, anche se, appena si scrosta la nostalgia, quello che rimane è il disincanto di individui che poco hanno da spartire fra di loro.

Senza rinunciare alle ossessioni che lo hanno fatto amare dal suo pubblico – i fumetti, il cinema, la mania tassonomica – questa volta Mari racconta la giovinezza, l’epoca in cui ci si crede immortali, e, prendendo la rincorsa, si sofferma a indagare le inquietudini della vecchiaia.

Nel video servizio a inizio articolo le interviste complete a Michele Mari, Lina Cha e Francesca Rotta Gentile.