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Mentre Busalla si prepara ad accendere i riflettori sul Festival dello Spazio, in programma dal 2 al 5 luglio nella suggestiva cornice di Villa Borzino, torna al centro del dibattito il tema dell’esplorazione spaziale e delle nuove frontiere della ricerca, affrontato nelle scorse settimane anche nella Riviera di Ponente.

Un viaggio che non può non passare anche dalle parole di Franco Malerba, primo astronauta italiano, che nelle settimane scorse ha portato il pubblico di Aromatica a Diano Marina oltre i confini della Terra, raccontando non solo la sua storica missione nello spazio, ma anche le sfide future legate alla Space Economy, alla tecnologia e alla possibilità di coltivare in ambienti extraterrestri.

Intervistato da Giorgio Mastrota, Malerba ha ripercorso il significato di quel primo volo italiano nello spazio, avvenuto nel 1992 a bordo dello Space Shuttle Atlantis.

Le parole di Franco Malerba

“Essere il primo italiano a volare nello spazio ha significato avere anche una responsabilità importante, quasi da ambasciatore“, ha raccontato Franco Malerba. “Era il debutto dell’Agenzia Spaziale Italiana, nata pochi anni prima, nel 1988, e rappresentava l’ingresso del nostro Paese in una delle attività scientifiche e industriali più complesse e qualificanti”.

Un traguardo che ha segnato una svolta per l’Italia e che oggi si inserisce in una nuova fase della corsa allo spazio, fatta di innovazione, sostenibilità e ricerca. Malerba, infatti, è anche co-fondatore di Space V, startup impegnata nello sviluppo della Serra Multipiano Adattiva (AVF), un progetto che punta a rendere possibile la coltivazione nello spazio e ad affrontare una delle grandi sfide delle future missioni: garantire risorse alimentari agli astronauti.

Tra curiosità e vita quotidiana in orbita, uno dei temi che ha sempre affascinato il pubblico riguarda proprio il cibo nello spazio. “Il cibo nello spazio deve essere necessariamente conservato, deve durare a lungo e per questo viene spesso disidratato”, ha spiegato Malerba. “Al momento del consumo viene rigenerato aggiungendo acqua, ma soprattutto deve avere caratteristiche particolari: non deve produrre briciole o gocce, perché in assenza di gravità possono diventare un problema”.

Una cucina lontana dalle abitudini terrestri, dove funzionalità e sicurezza vengono prima del gusto. “Prima del volo facevamo delle prove scegliendo tra diverse proposte”, ha raccontato. “Non c’era il piatto dello chef, ma si cercava di individuare le soluzioni più adatte. Negli ultimi anni ci sono stati anche esperimenti con menù stellati pensati per lo spazio, situazioni particolari che mostrano però quanto questo settore stia evolvendo”.

Franco Malerba

Nato nel 1946 a Busalla (Genova), Franco Malerba – ingegnere, politico, giornalista, ufficiale di marina e imprenditore – è il primo astronauta italiano. Dopo una brillante carriera scientifica e militare, culminata con due lauree in ingegneria elettronica e fisica, ha volato nello spazio nel 1992 a bordo dello Space Shuttle Atlantis. Ha ricoperto il ruolo di europarlamentare ed è un apprezzato comunicatore scientifico. Malerba è co-fondatore di Space V, startup innovativa che sviluppa la Serra Multipiano Adattiva (AVF) per la coltivazione nello spazio. Dal primo volo sullo Shuttle Atlantis alle nuove sfide per vivere e produrre oltre la Terra, la sua storia racconta una domanda che resta attuale: fino a dove può arrivare l’uomo?

Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Malerba.