Con l’emanazione dell’ordinanza n. 40 del 18 giugno scorso il Comune di Taggia ha esteso il divieto di balneazione su tutto il litorale cittadino. Il provvedimento si è reso necessario per la tutela della salute dei cittadini e dei turisti, a seguito della rottura della condotta fognaria avvenuta nelle scorse settimane nella zona dell’ex ponte ciclopedonale sul torrente Argentina.
L’incidente sarebbe stato causato dalla ditta incaricata dei lavori durante la realizzazione del nuovo ponte destinato al collegamento della pista ciclopedonale tra Arma e Riva Ligure.
I liquami riversati in mare sono stati trasportati dalla corrente, generando gravi disagi per i gestori degli stabilimenti balneari. Le conseguenze dell’episodio si sono riflesse sull’intero comparto turistico: albergatori, ristoratori e operatori dei servizi turistici riferiscono, secondo quanto dichiarato dagli stessi esercenti, una riduzione delle prenotazioni, sia per i soggiorni sia, in misura più evidente, per l’utilizzo dei servizi balneari.
Le parole degli esercenti e dei turisti
La maggior parte dei clienti che avevano prenotato una vacanza presso gli stabilimenti è stata costretta a richiedere l’annullamento o, in alcuni casi, il rimborso per il disservizio.
“Questa rottura ha avuto un impatto molto decisivo. Ci sono stati un sacco di annullamenti di prenotazioni”, ha dichiarato la gestrice dei “Bagni Gabbiano”, Antonella Casonato. “Ci siamo anche organizzati comprando delle piccole piscine per i bimbi, però è un palliativo che non è stato sufficiente a far tornare i numeri a cui siamo abituati, anche in termini di presenze. Mi ha sollevato sentire che il Comune si è costituito parte civile in difesa anche dei balneari contro l’ente che ritiene responsabile di questa problematica”.
Ogni spiaggia, secondo le stime dei gestori, in questo mese, rischia di perdere circa tra i 100 e i 300 turisti al giorno: “Noi abbiamo circa 110 ombrelloni, quindi, ipotizzando tre persone per ogni ombrellone, siamo sui 330. Oggi invece ci saranno una ventina di persone in spiaggia”, ha spiegato Antonella.
Tra i pochi turisti presenti sul litorale c’è anche Mario Kiefer, arrivato da Francoforte, che ha espresso il proprio punto di vista sulla vicenda: “Per noi è stata una grande sorpresa. Normalmente dovrebbe esserci un sistema di emergenza per evitare problemi di questo tipo. Non è normale che tutto finisca in mare. Ancora una settimana, poi partiremo. Senza accesso al mare ha poco senso fermarsi più a lungo e spendere soldi inutilmente”, ha detto.
Riviera Time ha inoltre raccolto anche alcune testimonianze telefoniche.
Un cliente di Torino ha dichiarato: “Rimandiamo”.
Un altro cliente di Pavia ha invece affermato: “Volevo annullare la prenotazione, perché, capisce bene, venire al mare con i bambini…”, lasciando intendere come la situazione non fosse ritenuta opportuna. “Siamo in quattro e dovevamo restare per più di una settimana. Avevamo prenotato un B&B, abbiamo dovuto disdirlo”.
Nell’ambito del comparto turistico-ricettivo, gli effetti della sciagura non sono stati omogenei. Se gli stabilimenti hanno subito le conseguenze più onerose, con cancellazioni e rinunce da parte dei clienti, il settore della ristorazione e dell’accoglienza ha mostrato una maggiore tenuta. In particolare, hotel, bar e ristoranti hanno registrato un impatto meno significativo, riuscendo in parte a mantenere i flussi di clientela.
In questo contesto Luca Natali, del bar-paninoteca “Bucalmare”, ha spiegato: “Sicuramente il lavoro è calato, sinceramente per noi non in maniera drastica. Grazie a Dio, comunque si lavora lo stesso, ma sicuramente c’è un malcontento generale. Ho sentito di qualcuno che ha ricevuto delle disdette di prenotazioni negli alberghi. Si spera si migliori a breve”.
In conclusione, Mario Kiefer ha inoltre offerto alcuni spunti di riflessione: “Normalmente le istituzioni dovrebbero trovare una soluzione per tutti i turisti presenti. Si potrebbe anche organizzare un servizio navetta per portare le persone che vogliono fare il bagno in altre località, per esempio verso zone dove il mare è balneabile. Quello che manca è un po’ di solidarietà verso gli ospiti che scelgono Arma di Taggia. Sarebbe utile affrontare queste situazioni in modo più professionale, come avviene in altre destinazioni turistiche, ad esempio in Francia, Spagna o Portogallo”.
A queste si aggiungono ulteriori segnalazioni e malumori da parte di alcuni stabilimenti balneari che, pur confermando il disagio, hanno scelto di non esporsi. Un clima di incertezza che coinvolge gli operatori del settore, costretti a fronteggiare quotidianamente le richieste dei clienti sui tempi di ripristino della balneabilità, senza tuttavia poter fornire indicazioni certe: “Questo non glielo so dire”, è infatti la risposta più ricorrente tra i gestori.
Si sottolinea che il Comune ha comunque disposto l’esecuzione di analisi delle acque, anche in momenti in cui non sarebbero state strettamente necessarie. “I dati ci indicano che la situazione è in leggero miglioramento, tuttavia permane ancora un superamento dei valori limite (nello specifico per il batterio degli Enterococchi) nei due punti campionati più vicini al guasto del collettore fognario”, ha commentato il sindaco Mario Conio sui suoi social nei giorni scorsi.
Taggia si trova così ad affrontare un avvio di stagione particolarmente complesso, con ricadute che si riflettono sia sulle attività del territorio sia sull’andamento complessivo della stagione.
Nel video servizio a inizio articolo le interviste complete.







