Si avvicina la 33esima edizione del Premio Vermentino, in programma l’11 e 12 luglio a Diano Castello. In vista dell’evento, la commissione di degustazione si è riunita al Teatro Concordia per le valutazioni che decreteranno i migliori vini in concorso. A guidare la giuria è il giornalista ed esperto enogastronomico Paolo Massobrio, affiancato dai sommelier di AIS e FISAR.
Le telecamere di Riviera Time hanno avuto accesso eccezionalmente alla sala delle degustazioni, il Sancta Sanctorum dove i campioni vengono valutati rigorosamente alla cieca.
Tra i protagonisti della commissione Marco Rezzano, presidente di AIS Liguria e dell’Enoteca Regionale della Liguria.
“La cosa simpatica e interessante, ma anche professionalmente qualificante, è proprio questa: nella fase di preselezione, suddivisa in due giornate, abbiamo assaggiato oltre 120 vini e oggi siamo arrivati a valutarne 75, esclusi quelli speciali a base Vermentino che non rientrano nelle classificazioni certificate. In totale, circa una novantina di vini in questa sessione finale”, spiega Rezzano. “Una mattinata importante che ha messo in evidenza come il Vermentino sia un vitigno universale e poliedrico, capace di esprimersi da solo senza bisogno di comprimari. È trasversale alle zone marine della Liguria, della Toscana, della Sardegna e della Corsica, ma anche alle regioni emergenti che stanno investendo su questo vitigno, come Sicilia, Lazio e Puglia”.
Il presidente di AIS Liguria si sofferma poi sulle caratteristiche dell’ultima annata: “Il Vermentino si esprime in maniera molto articolata, con bei frutti e note marine che lo identificano. Nel millesimo 2025, che forse non è stato il più incisivo in assoluto, abbiamo comunque trovato vini di ottima fattura, ben articolati e piacevoli, anche se privi di quella spinta che avevamo riscontrato in altre annate”.
Fondamentale per il lavoro della giuria è la scheda di valutazione, che prende in considerazione aspetti visivi, olfattivi e gusto-olfattivi, oltre a parametri come armonia e tipicità.
A illustrarne il funzionamento è Ivano Brunengo, delegato FISAR del Ponente ligure: “È tutto rigorosamente segreto. Le bottiglie sono completamente coperte. Utilizziamo una scheda che per certi versi è solo nostra, non internazionale, ma costruita e perfezionata negli anni. È uno strumento che ci consente di individuare con precisione il migliore tra i vini degustati”.
Brunengo sottolinea inoltre l’attenzione riservata all’anonimato dei campioni: “Si arriva persino a rimuovere le capsule dalle bottiglie perché, con l’esperienza maturata negli anni, siamo in grado di riconoscere un vino anche solo da quel dettaglio”.
L’appuntamento è ora fissato per il secondo fine settimana di luglio, come ricorda il vicesindaco Massimo Calcagno: “Quest’anno abbiamo raggiunto un risultato eccezionale con 130 etichette provenienti da sette regioni italiane. L’11 luglio ci sarà anche il giudizio della giuria popolare, un aspetto che considero molto importante perché mette a confronto il parere dei tecnici con quello di chi il vino lo beve tutti i giorni. Il 12 luglio sarà invece la giornata della festa, con i banchi di degustazione, la premiazione finale e le visite guidate nei vigneti. Sarà un’occasione speciale per celebrare il Vermentino e il territorio”.
Nel video servizio a inizio articolo le interviste complete a Marco Rezzano, Ivano Brunengo e Massimo Calcagno.







