A volte basta cambiare prospettiva per salvare ciò che sembrava perduto e, perché no, trasformarlo in bellezza. Così, lungo la pista ciclabile che collega il Golfo Dianese ad Andora (inaugurata ufficialmente a metà maggio), tre pini marittimi raccontano una storia diversa da quella che sembrava già scritta.
Pini da abbattere diventano arte
Proprio nella città savonese, mentre si passeggia o si pedala affacciati sulla costa, lo sguardo viene catturato da tre opere d’arte realizzate su altrettanti pini marittimi, due già completate e una in fase di ultimazione. Tronchi salvati solo in parte, tagliati più in alto, e poi affidati alla creatività dello scultore Egidio Petri, che ha scelto di farli ‘danzare’.
Le parole di Luca Novara
“Da tre pini che erano stati tagliati perché pericolanti siamo riusciti, grazie anche all’impegno dell’amministrazione comunale, a salvarne la struttura e a trasformarli in sculture”, ha esordito ai nostri microfoni Luca Novara, titolare di due hotel ad Andora e Diano Marina e ideatore del progetto.
“L’idea”, ha proseguito, “è stata quella di dare una seconda vita a ciò che altrimenti sarebbe stato rimosso del tutto“. Non è un esperimento isolato, ma un tassello di una visione più ampia. L’intuizione nasce infatti da un precedente intervento artistico sul territorio, quando nel giardino dell’Hotel Eden Park di Diano Marina, un albero destinato all’abbattimento è stato trasformato in un Nettuno a cavallo di un delfino, affacciato sul mare. Un’opera che aveva colpito residenti e turisti, diventando un simbolo inatteso del dialogo tra paesaggio e immaginazione.
Da lì, la scelta di replicare e ampliare il progetto lungo la ciclabile. “Abbiamo capito che queste opere non solo valorizzano il luogo, ma cambiano il modo in cui le persone lo attraversano“, ha spiegato Novara. “Chi passa non guarda più soltanto il mare: si ferma, osserva, si incuriosisce”.
Le sculture di Egidio Petri portano la firma di un artista abituato a dialogare con il legno nella sua forma più autentica. Trentino, maestro della motosega, Petri lavora seguendo le venature e le imperfezioni del tronco, lasciando che sia l’albero stesso a suggerire la forma.
Le parole di Egidio Petri
“In questi tre pini ho visto subito la danza“, ha dichiarato Egidio Petri. “I primi due sono una ballerina classica e una danza contemporanea. La terza sarà più energica, forse uno swing o un rock and roll. Il legno era già movimento, bastava liberarlo”.
Il cantiere artistico procede con tempi rapidi: circa una settimana per ogni figura. “Resto volutamente grezzo”, ha aggiunto, “perché l’80% del lavoro lo fa la motosega. Non serve rifinire tutto: qui l’idea è rispettare la materia, non cancellarla”.
Due opere sono già parte del paesaggio. La terza verrà completata entro il fine settimana, proprio mentre il nuovo tratto della ciclabile si prepara a essere pienamente collegato da Ospedaletti fino ad Andora con l’inaugurazione dell’Incompiuta tra Imperia e Diano Marina, fissata al 20 giugno.
Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Novara e Petri.







