Il Casinò di Sanremo ha ospitato un nuovo appuntamento dei Martedì Letterari dedicato alla memoria di Don Andrea Gallo. L’incontro, andato in scena nel pomeriggio al Teatro dell’Opera, è stato incentrato sul volume Il Vangelo degli ultimi, tra testimonianze, musica e ricordi legati alla figura del sacerdote genovese.
A presentare il libro sono stati Alba Parietti e Federico Traversa, nel corso di un incontro curato da Marzia Taruffi. Presente anche Vito Ladisa, in rappresentanza della casa editrice, mentre la violinista Giulia Ermirio ha prima aperto e poi accompagnato l’appuntamento con un intervento musicale.
L’iniziativa si è inserita nel calendario culturale promosso dal Casinò di Sanremo e ha proposto una riflessione sulla figura di Don Gallo, conosciuto per il suo impegno sociale e per l’attenzione rivolta agli ultimi e alle persone emarginate.
“Andrea è stata la persona che mi ha cambiato la vita. È stata la prima persona a darmi completamente fiducia”, racconta Traversa. “Io ero un ragazzino alle prime armi, stavo iniziando a coltivare questo sogno della scrittura. Mi trovavo a Barcellona, nel Barrio Gótico, durante uno dei miei primi servizi come giornalista. A un certo punto entrò Manu Chao, gli dissero che ero di Genova e lui mi disse: ‘Appena torni a Genova vai subito a salutare Don Gallo, perché quell’uomo mi mette i brividi’. Così sono tornato a Genova e i brividi li ha fatti venire anche a me”.
Traversa ha poi ricordato il legame personale costruito negli anni con il sacerdote genovese.
“Io Andrea lo sento ancora, sento i suoi consigli, le sue risate, la sua indignazione quando vedo cose che sicuramente lo disturberebbero.” die Traversa “Mi manca tantissimo poter sentire la sua risata, ma il suo cuore lo sento ancora dentro di me, come penso lo sentano tutti quelli che l’hanno frequentato. Questo libro è un modo per riportare luce sulle sue parole. Me le aveva dette quindici anni fa, ma mi sono reso conto che erano avanti, incredibilmente attuali ancora oggi”.
Anche Alba Parietti ha ricordato il rapporto costruito con Don Gallo nel corso degli anni.
“Andrea è stato in assoluto il mio padre spirituale, forse anche un secondo padre”, dice. “Dopo la morte di mio padre è stato un punto di riferimento. Io pensavo di avere con lui un rapporto speciale e unico, poi durante la veglia e il funerale ho scoperto che questo rapporto lo aveva con migliaia di persone. Tutti avevano avuto la sensazione di essere stati importanti per lui”.
Nel suo intervento la conduttrice ha sottolineato la capacità di Don Gallo di accogliere senza giudicare.
“Ha cambiato la vita di tante persone, ha dato motivi e ragioni di vita a chi si trovava in difficoltà. Non ha mai giudicato nessuno, anzi, in ognuno trovava qualcosa di bello. Quando me ne parlavano, mi descrivevano il prete che avrei sempre voluto conoscere. Una figura capace di riconciliarmi con la fede cristiana attraverso l’accoglienza, l’umanità e l’assenza di pregiudizi”.
Parietti ha poi ricordato anche il proprio rapporto con Sanremo e con il Teatro dell’Opera del Casinò.
“Qui ho vissuto alcuni momenti fondamentali della mia carriera, tra Dopofestival e Festival di Sanremo. Nel 1992 Pippo Baudo mi chiamò per condurre il Festival insieme a lui, Brigitte Nielsen e Milly Carlucci. Quella è stata la svolta definitiva della mia vita professionale e sarò sempre grata a Pippo e ai dirigenti che mi vollero fortemente”.
Il volume Il Vangelo degli ultimi è articolato in tre sezioni: una raccolta di scritti dello stesso Don Gallo, un contributo di Federico Traversa e una serie di lettere e testimonianze di persone che lo hanno conosciuto nel corso della sua attività pastorale e civile.
“Il male grida forte. Ma la speranza grida più forte”, scriveva Don Andrea Gallo, figura rimasta legata al sostegno di detenuti, tossicodipendenti, persone transgender ed emarginati sociali. Nel libro sono emersi anche i richiami alla sua Genova, tra caruggi, macaja e canti popolari, in un racconto che ha intrecciato spiritualità, impegno civile e memoria collettiva.







