La parte conclusiva del consiglio comunale di Imperia odierno ha visto la discussione di mozioni e interpellanze da parte dell’opposizione.
Prima di tutto, la proposta di istituire la figura del garante per gli anziani che, ampiamente condivisa, viene, per decisione congiunta, rinviata alla prossima seduta per essere meglio approfondita.
È poi la volta del dibattito sulla mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria alla memoria di Sandro Pertini, in occasione dei 130 anni dalla nascita.
“Pertini per il nostro territorio è memoria viva e legame diretto. Onorarlo significa rendere oggi le istituzioni più credibili e trasparenti”, afferma il proponente, il consigliere del Partito Democratico Edoardo Verda.
Durante il confronto emerge, da parte della maggioranza, per bocca del consigliere di maggioranza Luca Volpe, la proposta di integrare il riconoscimento con la figura di Alcide De Gasperi.
Nel corso della discussione vengono citati i passaggi più memorabili dei due padri costituenti e ripercorsi i momenti più importanti della loro vicenda politica da parte di tutte le componenti del parlamentino, con la sola eccezione di Luciano Zarbano, il quale cita unicamente De Gasperi.
La mozione viene approvata con condivisione trasversale.
Respinta invece la mozione presentata da Lucio Sardi (AVS) contro la proposta di legge di iniziativa popolare sulla cosiddetta “remigrazione”. “Un progetto aberrante che lede diritti fondamentali secondo un principio di purezza della razza inaccettabile per le nostre istituzioni”, dichiara Sardi.
Dura la replica dell’assessore Laura Gandolfo, che interviene a nome della maggioranza. “Imperia è una città con 118 nazionalità e una presenza significativa di cittadini stranieri”, rivendica la Gandolfo, “a cui questa amministrazione ha sempre garantito attenzione e inclusione concreta. Non abbiamo nulla da imparare sotto questo profilo. Tuttavia non possiamo aderire a una mozione che riteniamo ideologica. Esistono strumenti previsti dalla Costituzione per valutare la legittimità di una proposta di legge e non spetta a un consiglio comunale esprimersi su questo piano. Non vendiamo la nostra serietà alla retorica populista e riteniamo che il rispetto delle regole democratiche venga prima di ogni presa di posizione simbolica”.
Sardi risponde citando la mozione approvata in tal senso dal Comune di Finale Ligure.
“Remigrazione è un termine apparentemente neutro che negli ultimi anni è diventato uno strumento politico ben preciso”, aveva detto subito prima la consigliere d’opposizione Laura Amoretti. “Viene utilizzato per proporre una visione selettiva della società, che distingue tra chi può restare e chi deve essere escluso. È un concetto che si inserisce in una narrazione securitaria e che rischia di legittimare pratiche discriminatorie. Si tratta di un’idea che agisce anche sul piano culturale, rendendo accettabile l’esclusione attraverso strumenti normativi che possono incidere sulle condizioni di vita delle persone, fino a spingerle a lasciare il Paese”.
Spazio, infine, all’interpellanza sul presunto incontro privato relativo al porto turistico – un pranzo tra sindaco, amministrazione e imprenditori interessati allo scalo – sollevata dal consigliere Ivan Bracco (PD).
“Si tratta di un articolo basato non su fatti, ma su informazioni non verificate”, si esprime seccamente il sindaco Claudio Scajola. “È una ricostruzione che dimostra superficialità e, in alcuni passaggi, malafede. Non esiste alcuna gara aperta, ma una fase preliminare prevista dalla normativa, finalizzata a stimolare l’interesse del mercato. È del tutto normale che, in un contesto competitivo come quello portuale, vi siano interlocuzioni tra amministrazione e potenziali investitori. Tutto questo avviene nella massima trasparenza e nel rispetto delle regole. Parlare di incontri impropri o di mancanza di chiarezza significa non conoscere il funzionamento di queste procedure o voler strumentalizzare la questione. Il nostro obiettivo resta quello di rendere il porto attrattivo e concludere un percorso atteso da anni”.
Bracco, in replica, contesta la risposta accusando il primo cittadino di non aver risposto nel merito. “Non sono stati forniti i nomi richiesti. Approfondiremo nelle sedi opportune”, conclude a fine consiglio.








