Si terrà venerdì 17 aprile la posa delle pietre d’inciampo dedicate alla memoria di tre cittadini di Taggia che furono internati nei campi di concentramento nazisti durante la Seconda guerra mondiale:
• Matteo Calcina, nato l’11 dicembre 1904 a Grisignano (VI), arrestato ad Arma di Taggia il 17 dicembre 1944. Partì da Verona il 18 dicembre 1944 e arrivò a Dachau il 19 dicembre 1944. Gli venne assegnato il numero di matricola 135781 e fu trasferito nel sottocampo di Thalheim il 31 maggio 1945. Morì l’8 aprile 1945.
• Alfredo Cesari, nato a Città di Castello (PG) il 10 agosto 1907, arrestato ad Arma di Taggia il 10 agosto 1944. Partì da Verona l’11 agosto 1944 e arrivò a Dachau il 12 agosto 1944, dove rimase fino all’11 aprile 1945. Fu liberato il 29 marzo 1945.
• Pietro Martini, nato a Nizza il 28 marzo 1923. Fu deportato dapprima nel campo di Dachau il 24 dicembre 1943 con il numero di matricola 60768; poi fu trasferito a Natzweiler (zona dell’Alsazia) nel 1944, dove gli venne assegnato il numero di matricola 9972; successivamente fu nuovamente trasferito nel campo di Leitmeritz (sottocampo di Flossenbürg), dove venne reimmatricolato con il numero 99012. Fu infine liberato.
La cerimonia, alla presenza dei parenti e delle istituzioni civili, militari e religiose, si svolgerà alle 10.30 in via Lercari a Taggia, di fronte ai civici 19 e 30, luoghi di residenza dell’epoca, rispettivamente di Matteo Calcina e Alfredo Cesari. Ci si sposterà poi ad Arma, in via C. Colombo, dove alle 11.30 sarà posta la pietra a memoria di Pietro Martini, di fronte al civico 22.
L’iniziativa, promossa dall’ANPI Arma, Taggia e Valle Argentina, insieme all’associazione ANED Imperia, con il patrocinio del Comune di Taggia, dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea della provincia di Imperia e dell’Ufficio Scolastico Regionale della Liguria, è stata anticipata da un convegno dal titolo “Pietre d’Inciampo: nomi restituiti alla storia”, che si è svolto lo scorso 27 marzo con la partecipazione degli studenti degli istituti Pastonchi e Taggia-Valle Argentina.
“Un gesto simbolico, ma di grande importanza per riportare nel cuore di Taggia tre nomi e tre vite che la barbarie nazifascista cercò di cancellare”, commentano gli organizzatori.








