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La frana che ha colpito Niscemi, in provincia di Caltanissetta, il 25 gennaio 2026, ha riportato con forza l’attenzione sulla fragilità del territorio italiano di fronte a eventi meteorologici estremi, ricordando quanto sia urgente una gestione consapevole e preventiva del rischio idrogeologico.

Non si può, quindi, non fare una riflessione sulla situazione della provincia di Imperia. (A febbraio ne avevamo parlato in un approfondimento dedicato). Anche qui esistono aree vulnerabili, comuni esposti e territori che richiedono attenzione costante. Ignorare questi segnali significherebbe correre rischi evitabili.

Riviera Time ha incontrato il direttore di Coldiretti Imperia, Domenico Pautasso, che ha fatto il punto ai nostri microfoni.

Dissesto idrogeologico: le parole di Domenico Pautasso

“Il dissesto idrogeologico è uno dei problemi principali del nostro Paese. Dai dati ISPRA, che è l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, emerge che 5,7 milioni di italiani abitano in aree vulnerabili, di cui 1,2 milioni in zone ad alto rischio“, ha esordito Pautasso.

“Per quanto riguarda la provincia di Imperia”, ha aggiunto, “il dato in percentuale si allinea, nel senso che sulla nostra provincia abbiamo un po’ più di 23.000 abitanti che abitano in aree vulnerabili, tra questi 14.000 nel comune di Sanremo e 4.500 nel comune di Imperia. Ci sono poi tre comuni che sono considerati un po’ più a rischio, che sono quelli di Mendatica, Triora e Molini di Triora“. 

Parola chiave: prevenzione

Secondo Pautasso, la prevenzione resta la chiave per ridurre i danni e salvaguardare vite e patrimoni. “Bisogna intervenire sui versanti più fragili, consolidandoli con muri e reti, ma anche ripulire fiumi e torrenti dai detriti, creare bacini di accumulo per le piogge intense e gestire correttamente la forestazione“.

“Un albero troppo vecchio può diventare pericoloso, le radici non reggono più e rischiano di favorire frane. Serve inoltre ridurre la cementificazione, limitare l’urbanizzazione selvaggia e utilizzare tutte le tecnologie a disposizione, dai droni all’intelligenza artificiale, ai sensori per monitorare costantemente il territorio”, ha dichiarato.

La prevenzione non è solo una questione di emergenza, ma di cultura e manutenzione. “Solo così si può proteggere chi vive qui e ridurre la probabilità di tragedie che non devono più succedere”, ha concluso.

L’intervista integrale a Pautasso nel video-servizio a inizio articolo.