Gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici – primo fra tutti la scarsità d’acqua – stanno mettendo sotto pressione l’olivicoltura, un comparto simbolo del territorio ligure, ma oggi chiamato a ripensare profondamente il proprio modello produttivo. In questo contesto nasce “Idrolivo“, il nuovo progetto presentato oggi a Lucinasco. L’iniziativa vede Coldiretti Imperia capofila e punta a rafforzare la resilienza dell’olivicoltura ligure attraverso una gestione più efficiente e innovativa delle risorse idriche.

Il progetto nasce con una chiara valenza regionale e coinvolge l’intero territorio olivetato ligure, con attività di collaudo e validazione distribuite tra Ponente e Levante, due areali rappresentativi delle diverse condizioni pedoclimatiche e varietali della regione. Una scelta strategica che consentirà di sviluppare soluzioni concrete, adattabili e replicabili su larga scala.

All’incontro hanno partecipato i partner del progetto: il Centro di Sperimentazione e Assistenza Agricola (CeRSAA), il Consorzio di tutela dell’olio extravergine di oliva DOP Riviera Ligure, PSR Innovazione Liguria e le aziende agricole coinvolte nelle attività sperimentali.

“Con Idrolivo affrontiamo una delle sfide più urgenti per il nostro territorio – sottolineano Gianluca Boeri e Domenico Pautasso, presidente e direttore di Coldiretti Imperia – ovvero la gestione sostenibile della risorsa idrica in un contesto sempre più segnato da siccità e cambiamenti climatici. Il progetto mette insieme ricerca, innovazione e imprese per offrire strumenti concreti agli olivicoltori. Intervenire sulla gestione dell’acqua significa non solo migliorare la produttività, ma anche contrastare l’abbandono dei terrazzamenti e il dissesto idrogeologico”.

Il progetto si inserisce pienamente nelle strategie europee del Green Deal e Farm to Fork, con l’obiettivo di promuovere pratiche agricole sostenibili e un uso più efficiente delle risorse. Tra gli obiettivi principali: l’introduzione di sistemi di accumulo e microirrigazione, il miglioramento della fertilità dei suoli attraverso biostimolanti e sostanza organica, l’utilizzo di tecnologie di monitoraggio avanzate e lo sviluppo di modelli di gestione condivisa della risorsa idrica.

La proposta risponde a criticità ben note del comparto olivicolo ligure: disponibilità idrica limitata, elevata frammentazione aziendale, rischio idrogeologico e progressivo abbandono dei terreni terrazzati. L’integrazione di tecnologie e pratiche agronomiche innovative mira a migliorare la resilienza delle aziende e dell’intero territorio.

Le ricadute attese sono significative: le soluzioni sviluppate potranno essere applicate su oltre il 70% della superficie olivetata ligure, contribuendo a ridurre l’abbandono, aumentare la produttività e migliorare la sostenibilità economica e ambientale delle aziende.

Il progetto, della durata di due anni, si inserisce nel quadro del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Liguria 2023-2027 e prevede attività sperimentali, monitoraggi in campo e momenti di divulgazione rivolti agli operatori del settore, con l’obiettivo di trasferire rapidamente le innovazioni e renderle accessibili a tutto il comparto olivicolo regionale.

Concludono Boeri e Pautasso: “Con la giornata di oggi segniamo un passo importante nel percorso che Coldiretti porta avanti da anni e che sempre più riconosce nell’olivicoltura ligure un patrimonio economico, ambientale e culturale non solo da difendere, ma da valorizzare. Come? Mettendo al centro la gestione sostenibile dell’acqua come leva strategica per il futuro dell’olivicoltura ligure”.