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Nel tardo pomeriggio di oggi a Imperia si è svolta la fiaccolata “100 passi verso il 21 marzo”, momento di partecipazione e memoria dedicato alle vittime innocenti delle mafie.

L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di almeno 250 persone, si inserisce nel percorso di avvicinamento alla trentunesima Giornata della Memoria e dell’Impegno, che si terrà il 21 marzo a Torino, primo giorno di primavera verso la quale anche da Imperia sono in preparazione pulmini per raggiungere e partecipare all’evento.

La manifestazione, promossa da Libera, si è aperta poco dopo le 18.30 con la partenza dalla ex stazione di Porto Maurizio, con i partecipanti che, muniti di fiaccole e bandiere, hanno poi percorso in corteo il tracciato della pista ciclabile fino alla ex stazione di Oneglia

Lo slogan scelto per l’edizione di quest’anno è “Rigenerare legami per costruire un futuro senza mafie né corruzione”, un invito a rafforzare la responsabilità collettiva e a rinnovare l’impegno civile contro le organizzazioni criminali e ogni forma di illegalità.

Nel corso dell’iniziativa è stato richiamato anche il valore simbolico scelto per accompagnare la manifestazione.

“Una formica che può sembrare un’immagine strana per rappresentare una manifestazione contro le mafie” dice Maura Orengo, di Libera “ma è proprio un richiamo a quello che fa la formica, cioè che lavora con calma in collettività con le altre e ha due stomaci, uno che serve per nutrire lei e l’altro lo riempie per nutrire la sua collettività. Quindi noi dobbiamo essere collettività, cambiare questa modalità dell’individualismo, della scelta del successo personale e dell’arricchimento singolo e fare anche in modo che questa società diventi una società giusta anche in nome delle vittime innocenti delle mafie, perché tutte queste persone non sono morte per vedere un mondo che cambia in questo modo. Peraltro nella nostra manifestazione avremo anche un grande striscione con scritto Pace perché parliamo delle vittime innocenti ma parliamo anche di quello che è uno dei primi obiettivi di Libera che è una società senza guerra, non è un sogno, si può fare, però bisogna cambiare impostazione. Questa piccola formica vuole rappresentare le persone che vogliono essere collettività e che ricordano tutte le vittime innocenti dalla prima all’ultima”.

Dietro la stazione sono stati poi posizionati dodici cartelli che elencano tutte le vittime innocenti delle mafie.

“Questa manifestazione del 21 marzo nasce dalla mamma di Montinaro” continua la Orengo “che era il capo scorta della Quarto Savona 15. Questa madre è andata da Don Luigi Ciotti in una commemorazione e gli ha detto: perché dite il nome di Giovanni Falcone ma non il nome di mio figlio? Don Ciotti si è sentito in dovere di richiamare tutte le vittime innocenti. Ogni anno viene letto questo elenco e quest’anno noi lo esponiamo”.

L’associazione continua inoltre a promuovere momenti di confronto con le scuole del territorio. “Oggi eravamo al liceo Viesseux con il procuratore Lari per continuare il discorso sulle mafie nel Ponente ligure e nel Nord. Stamattina eravamo anche con una scuola di Bordighera sui beni confiscati, perché adesso anche i ragazzi vengono a vedere queste case e prendono consapevolezza di quello che è successo: toccare con mano è sempre molto importante. Continuiamo questo lavoro e speriamo che una di queste case diventi il ‘castello dei destini cambiati’, cioè un posto dove i ragazzi potranno venire a fare educazione alla legalità, a fare campi e a stare insieme. In estate ci saranno anche i campi di Libera, quindi le attività sono molte”, conclude Orengo.

Alla fiaccolata hanno preso parte, oltre ai referenti dell’associazione promotrice, esponenti del Partito Democratico, di Alleanza Verdi e Sinistra e di Rifondazione Comunista, la senatrice Donatella Albano, il procuratore della Repubblica Alberto Lari e un rappresentante della Prefettura di Imperia.

Assenti, invece, i rappresentanti della maggioranza in Comune.

“Che in una manifestazione come questa non ci fosse nessuno della maggioranza” interviene a riguardo Ivan Bracco, consigliere di minoranza. “Ritengo che sia un segnale che vada letto molto vicino a quelle che sono state le dichiarazioni del sindaco, cioè che qui non esiste il problema della mafia. Ancora una volta sono preoccupato per questo atteggiamento della maggioranza che snobba manifestazioni così importanti come quella di Libera: far mancare la presenza vuol dire non credere che ci sia il problema. Il problema c’è, è reale, è provato e dunque sono molto rattristato. Sono però anche molto contento perché la società civile ha reagito bene: ci sono circa 200 persone, ci sono le associazioni che in città si danno da fare da tanto tempo, ci sono le autorità e c’è il Procuratore capo in prima fila che tiene la fiaccola. Questo è un segnale di speranza perché vuol dire che chi amministra la giustizia è presente. Sono solo rammaricato che dall’amministrazione comunale non ci sia nessuno e questo è un fatto che la gente deve sapere”.