laura gandolfo

“Nella giornata in cui si ‘festeggia’ la donna, ritengo importante soffermarmi sulla questione del lavoro femminile. Nel ricordare che i dati ci dicono che in questo campo non è ancora stata raggiunta una vera parità e che, a tutt’oggi, una donna, a parità di funzione lavorativa e per lo più nel settore privato, non raggiunge lo stesso livello salariale degli uomini”, esordisce l’assessore del Comune di Imperia Laura Gandolfo.

Tra il 2019 e il 2024 infatti, in Liguria, gli stipendi sono cresciuti, ma il divario retributivo tra uomini e donne resta significativo: il gender pay gap scende dal 35,2% al 33,3%, mentre la differenza in valore assoluto aumenta fino a 9.417 euro.

Secondo l’analisi della Uil Liguria, nel mercato del lavoro regionale si registrano anche altre criticità: cresce il part-time involontario femminile e aumenta il ricorso al lavoro stagionale. Allo stesso tempo diminuiscono le occupate tra i 35 e i 44 anni, una fascia d’età spesso segnata dal peso del lavoro di cura familiare, mentre aumenta la presenza delle lavoratrici over 50. Il sindacato evidenzia inoltre come la carenza di servizi di welfare e di strumenti efficaci per conciliare lavoro e vita privata esponga molte donne a un maggiore rischio di stress e burnout.

“Lavorare significa avere indipendenza economica che, invero, rimane l’unica vera formula vincente per poter scegliere in autonomia dove stare e dove, eventualmente, non stare più”, prosegue Gandolfo.

“Abbandonare il progetto del lavoro, anche per fini nobili e importantissimi quali la maternità e la scelta di assistere quotidianamente i figli nella crescita, potrebbe rivelarsi un ricatto insuperabile se si dovesse scegliere di continuare il proprio percorso di vita lontano dalla coppia. È evidente che la comunità sociale deve fare la propria parte anche per permettere che le donne madri lavorino: come amministrazione stiamo investendo moltissimo per migliorare i servizi offerti alle famiglie e per sgravare i genitori da impegni che potrebbero divenire inconciliabili con la scelta di lavorare entrambi”, afferma.

“Più asili nido, prescuola, pranzi assistiti, doposcuola con orari più lunghi: molto si è fatto, molto si può ancora fare e molto ancora faremo. Noi donne, però, non dobbiamo scordarci che abbiamo una grande responsabilità anche nei confronti di noi stesse e non dobbiamo cedere alla tentazione di fare ‘un passo indietro’ per un’atavica abitudine per cui il ‘sacrificio lavorativo’ spetta sempre a noi. Un augurio quindi a tutte noi per un percorso solidale, di unione d’intenti e di piena consapevolezza delle nostre potenzialità”, conclude l’assessore.