video
play-rounded-outline
04:13

Nella serata di sabato scorso a Cervo è andata in scena la prima delle due serate del Winter Morf, una rassegna di concerti invernali dedicati alla musica alternativa ed autoriale che è che il tentativo, da parte degli organizzatori, aiutati dallo staff del Babilonia, di contribuire a proporre anche per il mese invernale, nei cosiddetti “tempi morti” della provincia, una proposta musicale e culturale interessante, nell’attesa della stagione clou dei festival estivi, che da qualche anno si chiude nel mese di settembre proprio con il MORF.

La prima delle serate è stata all’insegna di atmosfere introspettive ed eleganti, incarnate da due progetti molto differenti fra loro. I primi a salire sul palco sono stati i Primula Nera, quartetto di Ventimiglia dalla lunga attività. Nati nella seconda metà degli anni 2000, questa istituzione della scena rock del Ponente ligure, vincitrice di numerosi concorsi, è recentemente tornata ad esibirsi attivamente e con una nuova formazione dopo un momento complicato e forzato ulteriormente dalla pausa legata alla pandemia.

“C’è stato un gap fra il pre e il post Covid per molte cose, ma è stata anche una linea di demarcazione importante che pur drammatica ha portato ad un cambiamento in senso positivo”, ha dichiarato il frontman del gruppo, Federico Incardona, poco prima di salire sul palco e sfoderare tutto il repertorio della band, un rock sfumato, malinconico e, nella sua semplicità, ricercato e assolutamente non banale.

Successivamente è stato il turno dei Wicked Expectation, band torinese attiva dal 2012 che ha ‘colpito’ i presenti con vibrazioni a metà fra la contemplazione e l’energia ritmica pura, miscelando un sapiente connubio di elettronica e rock psichedelico, fornendo un set delicato ed al tempo stesso intenso, nel quale figurano molti brani tratti dalla loro ultima fatica, l’EP “Inner Jungle”, che hanno recentemente suonato in giro per l’Italia e del quale hanno voluto brevemente parlare.

“Dopo aver realizzato tanti album solo su CD, con questo nuovo lavoro abbiamo voluto provare a fissarlo come supporto fisico solo su vinile. Bella esperienza al quale abbiamo fatto seguito con tanti concerti in giro per l’Italia. E chi lo sa, magari fra qualche anno – aggiunge scherzando il chitarrista Gianluca Abazia – avrà preso un valore per il quale lo si potrà rivendere a cifre tre volte superiori come capita ogni tanto”.

Attesa ora per la seconda serata della breve rassegna, mercoledì 6 dicembre sempre al Babilonia, questa volta per una scaletta decisamente sbilanciata su sonorità più pesanti, con il death metal degli Afflicta ed il gran finale con i suoni pesanti ed al tempo stesso sognanti ad opera dei Syberia, band post-metal di Barcellona con numerosi concerti all’attivo in importanti festival europei ed in transito in provincia nell’ambito di una piccola tournè invernale.

Nel video servizio a inizio articolo le immagini, i suoni e le parole dalla serata di sabato.