A Sanremo, vicino al cimitero monumentale e a ridosso del mare, si possono ammirare i resti di Villa Matutia, conosciuta anche come Villa Romana della Foce. La villa è un sito archeologico con i resti di una dimora signorile di epoca romana e con annesso un complesso termale.

    Ad oggi rimangono solo le fondamenta, gli ambienti di servizio, depositi e una latrina.

    Un’ampia area era destinata alle vasche per i bagni caldi, in particolare l’area absidata in cui sono ancora ben visibili i condotti per l’aria calda che, sotto la pavimentazione, percorrevano tutto il complesso. Le vasche erano due, collegate da un’area di passaggio. La presenza di più vasche riscaldate testimonia la ricchezza della villa e del suo proprietario che, molto probabilmente, era un nobile facoltoso e amante del lusso. Dai resti si individua anche un’area dedicata alle saune.

    Il piccolo ambiente separato dall’intero complesso era il gabinetto o latrina, accessibile sia da chi si trovava nella villa che nelle terme.

    Di epoca tardo medievale rimane un antico pozzo a “cicogna” realizzato con materiali provenienti dalla villa. Infine, si possono ammirare i resti degli ambienti da riposo e il giardino, dedicati al relax e alla contemplazione del paesaggio circostante.

    Il complesso, appartenente alla tipologia delle ville marittime, è stato costruito tra il I e il II secolo d.C. in riva al mare, un luogo scelto per la sua bellezza, dove sostare e riposare godendo dello spettacolo della natura.

    Durante l’estate, un sabato al mese, la villa è stata aperta al pubblico grazie alla collaborazione con i volontari Fai della Delegazione di Imperia che hanno accompagnato i visitatori alla scoperta della storia dell’antica villa.