Un Ferragosto sotto stretto monitoraggio quello appena trascorso al confine italo-francese. Durante l’estate – periodo che registra un fisiologico picco di presenze turistiche nella città di Ventimiglia – la Polizia di Stato ha intensificato le attività di vigilanza lungo la fascia confinaria. Un piano coordinato focalizzato sul contrasto dell’immigrazione clandestina e di tutte le attività illecite in generale, così come disposto dal Direttore della 1^ Zona Polizia di Frontiera per Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria – dr. Michele SOLE, anche sulla base di quanto deliberato in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, tenutosi il 3 agosto.
L’operazione denominata “Safe Border” – svolta dall’8 al 18 agosto – si inserisce in un quadro internazionale delicato, caratterizzato anche dal ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna (ai sensi dell’art. 25 del Codice Frontiere Schengen), disposto per monitorare con precisione i flussi secondari in arrivo dall’exclave di Ceuta. Gli agenti della Frontiera hanno concentrato il presidio ai valichi stradali e autostradali principali, nella stazione ferroviaria e presso lo scalo portuale – quest’ultimo interessato dalla chiusura delle frontiere – garantendo la massima sicurezza senza alterare l’efficienza dei flussi di transito.
Sono state pattugliate capillarmente le zone di retro-valico, le strade statali, l’autostrada e gli snodi di trasporto cittadini. I numeri tracciano il bilancio di un dispositivo d’impatto:
Operatori impiegati: 390
Pattuglie effettuate: 133 di cui 25 svolte dalla squadra mista italo-francese
Persone identificate: 1.307 (di cui 245 proposti alla Questura di Imperia per l’espulsione)
Veicoli controllati: 250 (inclusi gli autobus di linea)
Denunce a piede libero: 2 (una per porto abusivo di armi e l’altra per imbrattamento e resistenza a P.U.)
Persone riammesse in Francia non in regola per entrare in territorio nazionale: 9
Arresti: 7, di cui 2 latitanti in ambito nazionale e 2 in ambito internazionale.
In particolare:
Nell’ambito delle attività di contrasto all’immigrazione clandestina, gli agenti del Settore Polizia di Frontiera di Ventimiglia hanno tratto in arresto due cittadini stranieri accusati di violazione del Testo Unico sull’Immigrazione (art. 13 c. 13 T.U.I.), perché sorpresi nel tentativo di rientrare illegalmente nel territorio nazionale a fronte di un decreto di espulsione ancora in vigore, con divieto di reingresso per 5 anni.
Tratto in arresto anche un cittadino straniero di 27 anni, pluripregiudicato per furti e rapine, a carico del quale pendeva un ordine di carcerazione definitivo emesso dal Tribunale di Busto Arsizio. La condanna riguarda un grave episodio di cronaca avvenuto il 29 settembre 2025 a Rescaldina (MI). L’uomo era stato riconosciuto colpevole dal Tribunale del reato di concorso in rapina aggravata commessa con l’uso di armi e da più persone riunite. Per il condannato il conto da saldare con la giustizia italiana è di 2 anni, 6 mesi e 21 giorni di reclusione ed il pagamento di una pena pecuniaria.
Uno straniero di 28 anni intercettato a bordo di un treno di linea proveniente dalla Francia, privo di documenti d’identità validi, ha fornito generalità fittizie. Condotto presso gli uffici di Piazza della Libertà per identificazione è risultato avere diversi alias e numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio e la persona, tra cui estorsione, furto aggravato, rapina, ricettazione e danneggiamento. Gli accertamenti hanno evidenziato che l’uomo era latitante sotto uno dei suoi alias e destinatario di un ordine per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, a seguito di una condanna definitiva a 1 anno e 6 mesi di reclusione e 600 euro di multa per i reati di ricettazione e false attestazioni a pubblico ufficiale – provvedimento eseguito immediatamente con la sua traduzione in carcere per l’espiazione della pena.
Uno straniero ventiquattrenne, evaso dagli arresti domiciliari, è stato intercettato e arrestato dalla Polizia di Frontiera mentre tentava di lasciare definitivamente l’Italia. L’uomo, sul cui capo pende una condanna del Tribunale di Ravenna per rapina, vanta numerosi precedenti penali e di polizia per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, rapina e atti sessuali con minorenne. L’intervento risolutivo della Polizia di Frontiera presso il valico di confine ha posto fine a poche settimane di latitanza, consentendo di bloccare il fuggitivo e trasferirlo direttamente in un istituto di pena.
È finita in manette anche la fuga di due cittadini italiani “latitanti” in campo internazionale, tratti in arresto nell’ambito della cooperazione binazionale di polizia tra la Francia e l’Italia.
Per il primo dei due, trentaduenne, si sono aperte le porte delle camere di sicurezza in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli. L’uomo era da tempo ricercato con l’accusa di falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato di denaro contraffatto. Un “business” sommerso che aveva travalicato i confini nazionali ma che la cooperazione internazionale tra le forze di polizia ha provveduto a smantellare.
Storia diversa, ma analogo destino per il secondo arrestato di 28 anni, In questo caso non si tratta di una misura cautelare, bensì dell’esecuzione di una condanna ormai definitiva. L’uomo dovrà scontare una pena complessiva di due anni e sei mesi di reclusione per i reati di associazione per delinquere e furto con strappo. Il provvedimento, firmato dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli, ha formalizzato il riconoscimento di una sentenza estera rendendo il rientro in Italia un passaggio obbligato verso il carcere.








