A rischio 28 posti di lavoro tra gli addetti alle pulizie dei treni di Ventimiglia. A dare l’allarme è Michele Delli Carli, responsabile appalti della CGIL Imperia.

    “Nel 2010 erano impiegati 120 lavoratori degli appalti ferroviari. Oggi sono 53, ma rischiano di essere dimezzati per esuberi. Se continua così rimarranno tra le 20 e le 25 persone. La ditta ha affermato che se entrerà in vigore il pulitore viaggiante, e quindi le pulizie non verranno più fatte a terrà in stazione, basteranno solo 9 lavoratori,” spiega.

    L’annuncio arriva appena due giorni prima dello sciopero indetto per il 20 luglio durante il quale i lavoratori delle ditte degli appalti ferroviari delle attività di pulizia, ristorazione e accompagnamento notte si fermeranno per mezzo turno in tutta Italia per protestare contro le condizioni di grave incertezza che si sono venute a creare nel loro settore.

    In Liguria, negli appalti delle società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, sono impiegati circa 450 dipendenti. Su tutte le aziende appaltatrici sono attivi gli ammortizzatori sociali: circa il 20% degli organici è considerato in esubero, a seguito degli ultimi cambi di appalto.

    Le segreterie regionali dei sindacati scrivono in un comunicato: “I ribassi con i quali vengono aggiudicati di volta in volta i vari lotti nei quali sono state frammentate le attività, hanno determinato la necessità di applicazione massiva dei contratti di solidarietà, mentre l’irrigidimento delle norme pensionistiche non ha permesso un’adeguata fuoriuscita dei lavoratori in eccedenza. Anche le recenti norme sull’anticipo pensionistico per gli addetti alle lavorazioni gravose, che apparentemente pareva coinvolgere anche i lavoratori delle pulizie degli appalti ferroviari, di fatto si sono dimostrate di scarsissima utilità in quanto la loro applicazione non prevede l’inclusione degli addetti alle pulizie dei treni. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che a settembre 2018 scadranno gli ammortizzatori sociali, secondo le norme previste dal jobs act. Quindi, nelle diverse aziende appaltatrici operanti in Liguria potrebbero prodursi un centinaio di licenziamenti. Recentemente è stata aperta la prima procedura di licenziamento collettivo per 15 dipendenti della ditta Boni SpA nelle province di Savona e Genova, che rischia di essere solo la prima di una lunga serie, se non si troverà una soluzione al rinnovo degli ammortizzatori nel settore.”

    I sindacati Filt-cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, UGL trasporti e Fast mobilità hanno aperto la vertenza nazionale per arrivare ad un accordo con la committenza che consenta di individuare le soluzioni utili ad evitare il dramma sociale dei licenziamenti.

    “In Liguria chiediamo alle società del gruppo FSI, visti i notevoli risparmi ottenuti a seguito delle aggiudicazioni con ribassi d’asta a nostro avviso eccessivi, di affidare nei limiti di legge lavorazioni aggiuntive alle ditte in appalto, in misura sufficiente al riassorbimento degli esuberi. In particolare denunciamo un atteggiamento di grave irresponsabilità da parte di Trenitalia nel ridurre le attività assegnate agli appaltati, nel comminare le sanzioni e nello spostare arbitrariamente le attività Tali scelte, oltre a determinare un aumento invece che una riduzione degli esuberi, stanno anche producendo un decadimento della qualità delle pulizie dei treni del trasporto regionale in netta controtendenza con gli impegni assunti nel contratto di servizio tra regione Liguria e Trenitalia stipulato a gennaio 2018 per i prossimi 15 anni,” si legge nel comunicato.