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Lieta notizia di questi giorni è che, in val Roya, i cugini francesi sono riusciti a raggiungere con una viabilità provvisoria l’imbocco del tunnel di Tenda. Ricordiamo come nell’alluvione del 2 ottobre la vicina valle venne devastata, uscendone con una viabilità pressoché distrutta: dopo cinque mesi di lavori e l’ottenimento di fondi europei, la situazione sta tornando a una pallida normalità.

Nella vicina valle Argentina, anch’essa duramente colpita anche se in modo meno esteso, i danni del maltempo hanno addirittura isolato paesi e comuni per diversi giorni.

Dopo cinque mesi, i nostri cantieri come sono messi? Siamo allo stesso livello dei nostri cugini?

Abbiamo percorso tutta la provinciale che risale la valle nei comuni di Badalucco, Montalto Carpasio, Molini di Triora e Triora trovandoci di fronte a una situazione che va a rilento: pochi i cantieri in cui si lavora e troppe le “incompiute” aperte solo con passaggi di emergenza e ora in stato di attesa. Il “modello Liguria” che aveva spadroneggiato sui social politici sembra mostrare il fianco consegnando, dopo ben ripetiamolo cinque mesi, cantieri immutati da metà ottobre.

Questi territori contano molto sulla viabilità sia per chi li vive e sia per i turisti che danno una boccata d’ossigeno a tutte le attività. Speriamo che quest’estate non siano da accogliere con una strada devastata e che per una volta l’entroterra possa essere trattato come merita finendola di essere solo uno slogan elettorale.

Le immagini nel videoservizio a inizio articolo di Riviera Time.

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