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Covid, vaccini e immunità di gregge: insieme alla professoressa Mara Lorenzi abbiamo fatto il punto alla luce dei nuovi sviluppi.

“È chiaro a tutti che per poter tornare ad una vita libera e produttiva la priorità è vaccinare quante più persone possibile. L’obiettivo è raggiungere quel 70% di copertura della popolazione che dovrebbe risultare nella cosiddetta “immunità di gregge” che interrompe la trasmissione del virus. Arrivare al livello di immunità che ci restituirà una vita normale non sarà immediato, anche se per quanto dipende dalla scienza ci sono buone notizie.  

Ad oggi non ci sono vaccini per bambini e ragazzi al di sotto dei 16 anni di età, quindi un 15-16% della popolazione non è vaccinabile. Ma è probabile che i vaccini per bambini e adolescenti arriveranno presto. I primi a muoversi sono stati Pfizer-BioNTech e Moderna, i produttori di vaccini RNA. Pfizer-BioNTech ha completato il reclutamento di più di 2200 volontari di età 12-15 anni, e prevede di sottoporre risultati agli Enti regolatori entro giugno. Moderna sta completando il reclutamento di 3000 volontari della stessa età. Pfizer prevede di estendere entro fine anno i trials a bambini di 5-11 anni di età e infine a bambini sotto i 5 anni.

I trials nei giovanissimi possono procedere molto più spediti di quelli fatti negli adulti perché possono basarsi su marcatori surrogati, grazie ai buoni risultati di efficacia e sicurezza che i vaccini hanno registrato ad oggi in ormai 200 milioni di adulti vaccinati nel mondo. Invece di misurare l’efficacia dei vaccini nel prevenire la malattia COVID (che peraltro è rara nei più giovani), viene misurata l’efficacia nello stimolare la produzione di anticorpi neutralizzanti, che sono il primo meccanismo di difesa contro il virus e predittivi della capacità dei vaccini di prevenire la malattia. Contemporaneamente si procede ad analisi approfondite della sicurezza del vaccino, che è particolarmente importante nei giovanissimi perché raramente sviluppano COVID con sintomi gravi, quindi non sarebbe accettabile che un intervento di prevenzione quale il vaccino avesse un alto rischio di effetti collaterali.

Sarà utile vaccinare i giovanissimi? Le autorità scientifiche potrebbero incoraggiare la pratica per 2 motivi. Primo, il COVID ha causato tra i giovanissimi più morti di quelli causati da una tipica stagione di influenza, e queste morti devono essere prevenute. Secondo, i giovanissimi possono contagiare gli adulti, e non tutti gli adulti saranno vaccinati. Non si può pensare di far portare per sempre la mascherina ai bambini!

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