mentone
Credit: Daniel70mi Falciola - CC BY 2.0

“Ciao Didier! Come va?”.

“Ciao, tutto male, grazie”.

È iniziata così la telefonata all’amico che abita a Mentone, Didier che lavora nel mondo dello spettacolo e che organizza eventi al di là della frontiera ma anche qui da noi, come ha fatto qualche tempo fà al Casinò di Sanremo.

Come siete messi a Mentone?

“Un po’ come da voi, ormai pienamente consapevoli dell’epidemia anche se siamo partiti in ritardo rispetto all’Italia. Siamo tutti convinti che il nostro Governo ha responsabilità enormi riguardo l’epidemia, lo sapevano da fine gennaio ma hanno sottovalutato l’allarme”.

E tu come passi il tempo?

“Ovviamente sono chiuso in casa, salvo per  uscire a fare la spesa. Ho un documento che mi dà il diritto di uscire per comprare cibo e se serve per andare in farmacia. Ma in tutte le farmacie di Mentone non si trovano mascherine, guanti e gel. Dicono che aspettano ulteriori rifornimenti ma per adesso nulla”.

Mancano generi alimentari nei supermercati?

“Ma no, assolutamente! C’è tutto quello che serve, solo che la gente è impazzita e sono in tanti che vanno a fare la spesa e comprano scorte che gli potrebbero bastare per dei mesi!”

Alla sera è vietato uscire?

“Tutti rispettano il coprifuoco, almeno qui a Mentone e so anche a Monte-Carlo, dalle 22 alle 5, ma intanto è tutto chiuso anche nel Principato”.

Puoi uscire per fare due passi e sgranchire le gambe?

“Ne ho diritto un’ora al giorno ma devo essere da solo ed entro un perimetro di un chilometro da casa. È come l’ora d’aria concessa ai carcerati ma per fortuna senza avere sbarre o muraglioni intorno”.

Preoccupato?

“Certo che lo sono, come tutti. Hanno prolungato l’isolamento sino al 15 aprile almeno, e poi chissà, secondo me continuerà ancora per un po’. Se sarà così, come faremo a organizzare manifestazioni e spettacoli quest’estate? Queste cose richiedono un lungo periodo di preparazione, almeno due o tre mesi e temo non ci sarà il tempo necessario. Così oltre ad aver perso quello che già avevo organizzato per la primavera, vedo a forte rischio anche l’estate. E se non lavoro non incasso un soldo, come tutti quelli che fanno questo mestiere”.

Prima la salute, Didier.

“Certo, adesso bisogna evitare il contagio a tutti i costi ma non si può evitare di pensare al futuro che non può essere più nero di così”.