Un drappo nero all'entrata dei locali: così i pubblici esercizi manifestano contro l'incertezza del momento

Un drappo nero all’entrata, questo il simbolo dei pubblici esercizi esasperati a seguito di questa difficile situazione dettata dall’emergenza coronavirus e dai ritardi del governo che deve indicare le linee guida per poter riaprire bar, ristoranti, negozi, alberghi.

Ad organizzare la manifestazione che ha preso vita oggi a mezzogiorno nel Ponente è stata la FIPE Confcommercio. Ne abbiamo parlato con Enrico Calvi, presidente provinciale del settore.

“L’iniziativa di protesta nasce dall’esasperazione di un intero comparto, un comporto fondamentale per l’economia del nostro territorio. La rabbia è data dalla mancanza di informazioni certe che a tutt’oggi mancano. Quello di cui si sta tanto parlando (le stringenti linee guida dell’Inail ndr) sono solo voci che veniamo a sapere dai media. In realtà, a quattro giorni dalla riapertura, non abbiamo ancora in mano le linee guida,” ha commenta Calvi.

“Dobbiamo far ripartire l’economia, riassumere le persone che ora sono a casa, stando attenti che non ci sia di nuovo una ripresa dei contagi. Questa totale mancanza di linee guida, e il fatto che le notizie che ci arrivino siano preoccupanti, lo troviamo scandaloso. Tutto questo scoraggia un intero settore che in gran parte non riaprirà il 18 maggio,” ha aggiunto.

Con le linee guida di cui si è parlato, secondo il calco stimato dalla FIPE, si perderà circa il 65% dei posti a sedere nei locali quali bar e ristoranti. “Con queste condizioni non siamo in grado di riaprire,” ha spiegato Calvi.

Molta preoccupazione anche per il rischio di vedere un’estate senza turisti. “Stiamo parlando di un’emergenza sanitaria dove le persone si ammalano e in alcuni casi muoiono. I contagi in Piemonte e Lombardia sono ancora alti e questo ci fa pensare che la riapertura delle regioni è ancora lontana. Se non potremo attrarre turisti da queste regioni e dalla Francia avremo serie difficoltà a sostenere le nostre attività con un bacino di utenza provinciale di 200mila abitanti. La ripartenza delle spiagge è legata, ad esempio, non solo al fatto delle distanze ma anche ai flussi turistici. Per non parlare delle discoteche che hanno chiuso a febbraio e sono state dimenticate. Non si sa quando potranno riaprire e non hanno alcun tipo di risposta,” ha concluso il presidente provinciale di FIPE.