051220 arresto banda passeur

Nella mattina di martedì 1 dicembre, a Bari, Milano, Torino e Ventimiglia (IM) su delega di questa Procura distrettuale Amtimafia sono stati fermati 19 soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il tutto a conclusione di una complessa indagine.

Le indagini, avviate nel 2018 dall’analisi di 10 sbarchi avvenuti nella Provincia di Siracusa, e poi proseguite anche con attività tecniche, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari nei confronti di un sodalizio criminale composto da curdo-iracheni, afgani ed italiani.

Il gruppo, sotto compenso, favorivano l’ingresso, la permanenza e il transito verso il nord Europa di migranti provenienti da Iran, Iraq, Afghanistan e Pakistan. Questo avveniva anche con la falsificazione di documenti quali ad esempio contratti di lavoro, necessari per ottenere il permesso di soggiorno.

L’organizzazione criminale, strutturata come vero e proprio network di gruppi indipendenti tra di loro ma tutti collegati alla centrale sita in territorio estero, operava attraverso ramificazioni attive nelle città di Bari, Torino, Milano e Ventimiglia (IM). In particolare:

  • il gruppo operante a Bari si occupava di fornire accoglienza ai migranti presso il domicilio di sodali al gruppo, ovvero presso abitazioni messe a disposizione da titolari di agenzie immobiliari, nonchĂ© di fornire documenti giustificativi per il rilascio dei permessi di soggiorno agli stessi migranti giunti in Italia e per il rinnovo di quello giĂ  in possesso di altri soggetti stranieri giĂ  presenti sul territorio europeo. Dalla cittĂ  pugliese, i migranti venivano indirizzati verso le cittĂ  di Torino e Milano per essere successivamente indirizzati a Ventimiglia (IM), ove operava l’altro gruppo piĂą nutrito;
  • a Ventimiglia (IM), il gruppo criminale, composto totalmente da cittadini stranieri di nazionalitĂ  pakistana e afghana, si occupava di raccogliere e trasportare nottetempo i migranti in Francia, mediante l’utilizzo di veicoli e, una volta raggiunta la destinazione finale, di segnalare la circostanza per ottenere il pagamento pattuito da parte delle famiglie dei migranti.

Nel corso dell’operazione, un ulteriore soggetto, strettamente connesso al sodalizio criminale, a carico del quale sono emersi gravi indizi di colpevolezza, è stato sottoposto a misura restrittiva mentre era in procinto di effettuare un trasporto di migranti dalla stazione ferroviaria di Ventimiglia (IM) verso la Francia.

A seguito delle perquisizioni delegate è stato sequestrato ingente materiale, tra cui 17 telefoni cellulari, principale strumento utilizzato dagli indagati per l’espletamento delle attività illecite, 4 computer portatili, documenti vari e circa 25.000 euro in contanti.

L’inchiesta ha smantellato un pericoloso cartello di facilitatori considerato un necessario anello di congiunzione con gruppi criminali attivi in Turchia e Grecia che, a loro volta, agevolavano i migranti nel percorso verso la meta privilegiata (Francia e nord Europa) a fronte del pagamento di ingenti somme di denaro (circa 6 mila euro a migrante, per l’intero viaggio attraverso l’Afghanistan, il Pakistan, l’Iran, la Turchia, la Grecia e l’Italia).

Il denaro corrisposto dalle famiglie dei migranti veniva accantonato in punti di raccolta in Turchia e poi versato al momento dell’arrivo del migrante nel Paese previsto, o attraverso sistemi di money transfer oppure con un meccanismo simile all’hawala come già verificato nel contrasto alle organizzazioni criminali nigeriane di tipo cultista.

L’intero network criminale aveva ampia disponibilità di denaro utile ad acquistare imbarcazioni, generalmente a vela, rubate o noleggiate, e a reclutare skipper in grado di pilotare le imbarcazioni verso la costa della provincia di Siracusa. Gli scafisti venivano remunerati con una somma pari a circa 1000 dollari per ogni traversata.

L’ufficio del Gip di Imperia e Bari ha già provveduto ad emettere ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei soggetti sottoposti alla notifica del fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Catania.