Test del DNA per i morti della guerra civile

Tra i contattati dal governo spagnolo anche gli eredi dell'imperiese Armando Peruzzi

La guerra civile spagnola, tra il luglio 1936 e l’aprile 1939, è tra gli eventi storici più significativi e allo stesso tempo meno ricordati del XX secolo.

La carneficina scoppiò quando il fronte nazionalista di estrema destra, guidato dal generale Francisco Franco, decise un colpo di stato e si scatenò in una rivolta antidemocratica che segnò la fine della Seconda Repubblica Spagnola e l’inizio della dittatura che durò fino al 1975.

In molti da tutto il mondo partirono volontari in aiuto ai repubblicani guidati dal Fronte Popolare. Comunisti, socialisti e anarchici giunsero in Spagna con il sogno di contrastare l’avanzamento dell’ideologia fascista.

Dalla provincia di Imperia e da Albenga partirono 40 volontari. Molti non fecero ritorno.

Recentemente, il governo spagnolo ha riaperto il caso delle fosse comuni ritrovate in Catalogna. I parenti delle vittime sono stati quindi contattati per richiedere un campione di DNA in modo tale da identificare i resti.

Gli eredi dell’imperiese Armando Peruzzi, caduto in Spagna a Gandesa, sono tra i contattati.