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Consiglio comunale questa sera a Taggia. L’ultimo punto all’ordine del giorno è stata la delibera sul trasferimento delle concessioni demaniali marittime delle spiagge libere attrezzate, relative ai “Bagni Ruffini”, ai “Bagni Comunali” e a “La Fortezza”, alla società in house Amaie Energia e Servizi S.r.l..

Il provvedimento, presentato dall’assessore Manuel Fichera, ha acceso uno scontro frontale tra maggioranza e opposizione, tra dubbi di legittimità, questioni economiche e accuse. Prevede l’intestazione formale delle concessioni alla società partecipata, con il trasferimento delle funzioni amministrative e la possibilità, per la società, di affidarne la gestione a terzi tramite procedure pubbliche ai sensi dell’articolo 45-bis del Codice della Navigazione.

“Il passaggio”, spiega Fichera, “rappresenta l’evoluzione della precedente esperienza, nella quale il Comune ha proceduto all’affidamento diretto in house dal 2021”.

Mentre per la maggioranza la società in house coincide di fatto con l’ente, dai banchi dell’opposizione vengono sollevate forti perplessità sulla legittimità dell’operazione.

“Questa è una pratica illegittima”, affonda il consigliere di minoranza Gabriele Cascino, contestando anche il modello gestionale adottato negli anni precedenti. “Si trasferisce la concessione dal Comune ad Amaie Energia, spogliando l’ente di un proprio titolo. Non c’è fondamento giuridico e si rischia un danno economico e contabile”.

Al centro delle critiche il ruolo della partecipata, accusata di non gestire direttamente i servizi. “Amaie dovrebbe occuparsi in prima persona delle attività e non limitarsi a incassare e affidare a terzi”, viene aggiunto.

Di diverso avviso Fichera, che ribadisce la posizione dell’amministrazione nel corso del confronto: “La valutazione è politica e riteniamo questa scelta vantaggiosa per il Comune. Amaie, in quanto società in house, opera per conto dell’ente. Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, ci affidiamo alle valutazioni degli uffici”.

Nel dibattito emergono anche dubbi sulla convenienza economica dell’operazione. “Se si tratta di una scelta tecnica, il ruolo del consiglio viene meno. Qui invece siamo chiamati a una decisione politica. In quattro anni Amaie ha incassato circa 260mila euro: qual è stato il beneficio concreto per il Comune?”, chiede il consigliere d’opposizione Giuseppe Federico.

“Non è chiaro quale quota di ricavi torni all’ente”, si esprime sulla stessa linea anche il consigliere di minoranza Davide Caldani. “Inserire un soggetto intermedio che poi procede a ulteriori affidamenti solleva perplessità”.

Il confronto si accende anche sul metodo e sulla modalità di condivisione preventiva, per poi concludersi con l’approvazione della pratica da parte della maggioranza.

Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa a Cascino.