I Carabinieri Forestali hanno concluso la Campagna denominata âLâAnello Mancanteâ, coordinata dal Reparto Operativo – Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati a Danno degli Animali (S.O.A.R.D.A.) del Raggruppamento Carabinieri CITES e condotta congiuntamente ai Nuclei Carabinieri CITES di tutta Italia.
Dal Nucleo CITES di Imperia, competente per le province di Imperia e Savona, sono stati effettuati circa 15 controlli, deferita una persona allâAutoritĂ Giudiziaria ed elevate 2 sanzioni amministrative. Sono stati sequestrati 17 volatili di specie particolarmente protette tra cui lucherini, verdoni, fringuelli.
I controlli sono stati volti ad accertare la legale detenzione di avifauna. La fauna selvatica Ăš qualificata dallâordinamento giuridico quale âpatrimonio indisponibile dello Statoâ e, pertanto, la legale detenzione di ciascun esemplare di uccello allevato richiede che ogni esemplare per essere detenuto debba essere provvisto di un anello inamovibile in metallo, che non abbia subito alcun tipo di manomissioni, infilato agevolmente con una manovra assolutamente indolore al tarso dellâanimale e senza recare danno quando questo Ăš ancora nidiaceo, in modo che con la crescita dellâanimale, e quindi della sua zampa, lâanello risulti non piĂč sfilabile ed unitamente alla documentazione prevista dalla normativa vigente ne attestano la legittima detenzione.
Lâanello ha, infatti, valenza di âSigillo di Statoâ e pertanto la sua contraffazione o lâuso abusivo di tali sigilli configura dei reati.
I controlli finalizzati allâaccertamento della regolaritĂ dellâanello si sono svolti congiuntamente a ornitologi accreditati inanellatori dallâIstituto Superiore per la Protezione e al Ricerca Ambientale (ISPRA) e veterinari resi disponibili anche dalle associazioni ambientaliste Lipu, Legambiente, Cabs, ecc.
I controlli hanno interessato prevalentemente allevatori di avifauna anche particolarmente protetta, che alimentano il mercato degli uccelli da richiamo e quello ludico-ricreativo, anche riguardo ad esemplari provenienti da altri paesi europei.
“Il numero di uccelli rinvenuti â spiegano i Carabinieri Forestali â evidenzia un business illecito di particolare rilievo, considerato che il valore di mercato di un esemplare âda richiamoâ puĂČ raggiungere anche 500 euro”.
Durante i controlli, emerge spesso una pratica che, tramite la cattura illegale di uccelli in natura e lâillecita apposizione agli stessi di anelli identificativi contraffatti o inidonei, prevede la successiva commercializzazione degli stessi, come esemplari da richiamo per lâattivitĂ venatoria o a scopo amatoriale a ignari acquirenti convinti di acquistare legittimamente uccelli di allevamento.
Sempre piĂč diffuso Ăš il mercato illegale sia di avifauna da richiamo vivo che di esemplari di uccelli appartenenti a specie protette e particolarmente protette ad esempio i fringillidi, come Cardellini, Lucherini, Frosoni, Verdoni che rimangono sistematicamente vittime di metodi di cattura illegali quali: reti, trappole, richiami acustici e colle riuscendo a generare giri dâaffari nellâordine di centinaia di migliaia dâeuro lâanno. Nel tentativo di âripulireâ gli animali destinati alla vendita, fraudolentemente, soggetti senza scrupoli appongono al tarso degli uccelli anelli necessariamente contraffatti per poter riuscire ad infilarli in quanto gli esemplari catturati hanno giĂ superato i primi 10 giorni di vita periodo in cui Ăš consentita lâapposizione dellâanello.
In tali casi tra i reati ipotizzabili vi sono, oltre alla frode in commercio, la contraffazione e lâuso abusivo di sigilli, la ricettazione, il maltrattamento animali (alcuni esemplari presentavano lesioni traumatiche agli arti dovute alla manipolazione finalizzata allâinanellamento).








