È stata benedetta in mattinata la prima pietra della nuova scuola dell’infanzia Regina Margherita di Santo Stefano al Mare, con una cerimonia che ha rappresentato un momento simbolico nel percorso di realizzazione della nuova struttura.

L’appuntamento si è svolto alla presenza di Don Umberto Toffani, del vescovo della diocesi Sanremo-Ventimiglia Antonio Suetta e con la partecipazione dell’arcivescovo statunitense Timothy Broglio, arrivato direttamente da oltre oceano.

Legato da tempo a Santo Stefano e al suo parroco, qui Broglio celebrò peraltro la sua prima messa dopo la nomina ad Arcivescovo da parte di Papa Giovanni Paolo II nel 2001, ormai 25 anni fa.

Al suo interno è stata collocata una capsula del tempo, destinata a custodire una pergamena firmata da chi ha contribuito alla costruzione della scuola e dai benefattori che, in diversi modi, hanno sostenuto la realizzazione dell’opera. Nella teca in acciaio inox sono stati inoltre inseriti alcuni cimeli, fra i quali anche alcune monete dell’anno corrente, altre risalenti al 1881, una medaglia donata da Papa Wojtyla, pontefice agli albori del progetto e, come testimonianza del presente una chiavetta Usb”.

“Il nostro istituto è dedicato alla Regina Margherita di Savoia non per una sorta di nostalgia, ma perché è colei che ha valorizzato questo servizio per la comunità”, dichiara durante la cerimonia don Umberto. “Oggi è un giorno particolare. Questa realizzazione nasce nel 1993 quando qui c’era una fabbrica costruita nel 1926 e trasformata nel tempo, prima in calzaturificio per poi evolversi nel tempo. Abbiamo chiesto ai proprietari se preferivano farlo diventare un asilo, in quanto in una zona molto comoda per il paese. Da allora è iniziata un epopea che pensavo avrebbe ci avrebbe portato tappeti rossi da tutte le parti. Invece di tappeti rossi ne ho visti ben pochi. E ci abbiamo messo anni ad arrivare a questo. Oggi invochiamo la benedizione per questo manufatto che deve essere completato. Celebriamo tutti coloro che hanno contribuito e stanno contribuendo per un opera che non nasce da enti superiori ma da una comunità che sa quanto è importante educare le nuove generazioni”.

La capsula è stata sigillata per poi venire incapsulata e cementata all’interno della struttura. Una copia della pergamena sarà conservata all’esterno, mentre il punto della posa verrà abbellito con piante e indicato da una lastra di marmo: una memoria affidata ai posteri.

La cerimonia si è svolta all’interno dell’edificio,il quale è ancora da completare. Per l’occasione è stata liberata e messa in sicurezza la parte esterna del cantiere, permettendo di vedere la facciata e il giardino che prenderà forma secondo il progetto.

Anche nei nuovi spazi questo legame tra passato e futuro sarà mantenuto.

“Un ringraziamento a tutti coloro che si sono a trovati per tirar fuori questo progetto dai meandri della burocrazia”, commenta il vescovo Antonio Suetta, ripercorrendo alcuni passaggi, di un progetto che nasce da ben prima del suo arrivo. “Un fattore che ha rappresentato un vero nemico, assieme alla questione finanziaria. Non abbiamo forzieri che traboccano di soldi pronti ad essere trasformati in cemento e strutture. Abbiamo dovuto lavorare a questo piano finanziario con prudenza e coraggio. Da quando ho cercato di coinvolgermi più attivamente per arrivare a un dunque ho avuto la provvidenza che mi ha posto di fronte al cammino alcune persone che devo ringraziare per il proprio lavoro serio dal punto di vista professionale”.

Prevista nella scuola, una volta ultimata, una stanza della musica dedicata a Jonathan Forzan, dove saranno custoditi i suoi strumenti musicali affinché i bambini possano imparare a suonare e ad amare la musica.

“Perché la vita sia musica e non rumore”, commenta a riguardo don Umberto, annunciando la dedica al ragazzo, scomparso la scorsa estate.

La cucina sarà invece intitolata all’indimenticata suor Giacoma, mentre gli arredi saranno acquistati con il supporto del Lions Club Riva S. Stefano Golfo delle Torri.