Il turismo a Sanremo sta cambiando. Mentre si registra una diminuzione della presenza del turismo italiano, cresce il numero dei visitatori provenienti dall’estero, con conseguenze non soltanto per gli alberghi e la ristorazione, ma anche per il commercio e lo shopping. (In un precedente articolo avevamo analizzato i dati Istat relativi al primo trimestre del 2026).
A descrivere questa trasformazione è Marco Sarlo, managing consultant del Royal Hotel Sanremo, che sottolinea come il turista straniero abbia esigenze e abitudini differenti rispetto a quelle del visitatore italiano: “Sono cambiate le abitudini. Oggi il cliente internazionale vive la vacanza in modo completamente diverso rispetto al passato”, racconta Sarlo.
Orari diversi e nuove abitudini
“Non possiamo più ragionare con schemi rigidi, ma dobbiamo adattarci ai ritmi dei nostri ospiti. Sanremo oggi è una destinazione fortemente internazionale, e questo va compreso fino in fondo”, commenta Sarlo.
In questo contesto la colazione assume un ruolo importante, mentre il pranzo può essere consumato molto presto o, in alcuni casi, può essere completamente saltato.
Il Royal Hotel, secondo quanto raccontato da Sarlo, arriva a offrire una possibilità di ristorazione flessibile, proprio per rispondere a queste nuove esigenze degli ospiti.
“Lo shopping è una componente importante”
Secondo Sarlo, il turista internazionale non cerca soltanto mare, albergo e ristorazione, ma anche prodotti italiani e un’offerta commerciale adeguata alle proprie aspettative.
“La parte dello shopping è molto importante perché molti clienti desiderano in qualche maniera comprare dei prodotti italiani oppure in Italia, per via dei prezzi o della qualità”, sottolinea il manager, ricordando come in passato alcuni negozi di Sanremo riuscissero ad attirare una clientela internazionale particolarmente facoltosa. “Avevamo dei clienti che venivano apposta per comprare in questi negozi. Venivano apposta famiglie principesche a comprare. Come hanno chiuso i negozi, abbiamo perso questo segmento”, spiega Sarlo, evidenziando però la capacità di cercare nuovi mercati: “Abbiamo fatto una continua evoluzione”.
Il tema si lega anche agli orari delle attività commerciali. Secondo Sarlo, la questione riguarda la capacità degli operatori di adattare l’offerta alle abitudini dei visitatori, soprattutto nelle giornate caratterizzate da temperature elevate. “Se i clienti con 40 gradi sono occupati tutto il giorno e se ne stanno al fresco, nelle camere, in piscina o in spiaggia e decidono di uscire alle 20, va da sé che l’offerta si dovrebbe, se vuole, comportare di conseguenza”, spiega il manager.
Sarlo precisa però di non voler indicare agli esercenti quando aprire o chiudere le proprie attività: “I negozi possono aprire quando vogliono”.
Un principio che Sarlo applica anche al turismo alberghiero: “Come io vado a cercarmi i clienti in altri mercati, a seconda delle crisi che ci sono, secondo me si dovrebbe muovere tutto. Ma non è obbligatorio. Ognuno può fare quello che vuole”. E conclude: “Nessuno chiede di rimanere aperto, ci mancherebbe altro. Però arriverà un giorno che forse decideremo anche noi di rimanere aperti proprio in quei mesi lì”.
“I turisti non restano chiusi in albergo”
Un ruolo importante per Sarlo è la guida degli ospiti per la città, per generare benefici per il resto dell’economia cittadina: “Il nostro ruolo è anche quello di fare da ponte con il territorio”.
Al Royal Hotel, afferma Sarlo, su circa 300 clienti al giorno, soltanto una parte rimane in albergo per la cena: “Vanno a prendersi l’aperitivo, vanno a cena in un buon ristorante”.
Il turismo straniero porta con sé nuove abitudini, nuovi orari e nuove esigenze di consumo, e il commercio diventa uno dei settori chiamati a confrontarsi con un visitatore che vive la città in modo diverso rispetto al passato. “La nostra capacità è di adeguarci alle esigenze del mercato futuro”, conclude Sarlo.
Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa a Sarlo. Riprese e montaggio a cura di Lorenzo Spadola.







