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15 gennaio 2019, data storica per Sanremo. Alle 12,30 nel corso di un’affollata conferenza stampa il sindaco Alberto Biancheri annunciava che la sua maggioranza aveva scelto la società per il restyling del Porto Vecchio. Un’operazione urbanistica di grande spessore per rilanciare il settore turistico ed economico della città.

Del progetto se ne parlava da anni. Tre le società ai nastri di partenza: “Sanremo S.r.l.”, capo cordata Walter Lagorio, UnoGas, nome importante non solo a livello nazionale settore energia, nautica, tra i soci Paolo Vitelli (Gruppo Azimut); Gruppo Cozzi-Parodi, “Portosole Cnis”, successivamente fortemente irrobustito dall’ingresso in società dei fratelli David e Simon Reuben (Fondo britannico miliardario); Porto San Francesco, gruppo importante sanremese della famiglia Piras, nomi noti della cantieristica.                   

Finalmente habemus papam? Nella puntata odierna di 4.0 lo abbiamo chiesto a Walter Lagorio, imprenditore oculato e schivo che non ama le interviste. Abbiamo rotto il ghiaccio domandandogli se ricordava cosa fosse successo proprio il 15 gennaio del 2019. Ha sorriso, se lo ricordava bene, abbiamo continuato a chiedere, a ricordare le dichiarazioni fatte in quel periodo in consiglio comunale, nelle interviste.

Eccone alcune: il sindaco Biancheri “Abbiamo fatto delle scelte in totale libertà, si tratta di un progetto che darà occupazione, bisognerà fare dei ritocchi, per esempio l’uscita del sottopasso sarebbe meglio allinearlo su via Roma”, Adriano Battistotti (oggi presidente del Casinò, avvocato con studio legale insieme all’attuale assessore ai Lavori Pubblici Massimo Donzella (a Palazzo si dice sia l’amministratore più ascoltato ed influente del sindaco) “tutte queste iniziative imprenditoriali importanti arrivano a Sanremo perché fanno affidamento su una P.A: ed un sindaco seri e stabili; l’assessore Mauro Menozzi (architetto) “Sì al progetto Lagorio perché presenta dinamismo, non riguarda solo il porto, ma l’intera città”; Danilo Burastero, ingegnere, dirigente Lavori pubblici: “Con il restyling del porto, The Mall, l’Albergo di Portosole, parcheggio di Piazza Eroi, Tempio Crematorio gli investimenti privati sono arrivati a 100 milioni di euro”.

Walter Lagorio aggiungendo all’elenco, da parte di sue società, l’acquisto dell’ex tribunale, i costi per trasformarlo in residenza esclusiva pieds dans l’eau di grande livello per chi vuole vivere e curarsi al sole di Sanremo, l’acquisizione e l’ammodernamento dell’Hotel Europa, di fronte al Casinò, l’interesse per trasformare un palazzo storico di Piazza Cassini in Ostello internazionale della gioventù ha aumentato la cifra degli investimenti privati in corso a Sanremo da 100 a 250 milioni di euro. Il restyling del Porto Vecchio inizialmente prevedeva un investimento di 49 milioni, oggi i costi sono lievitati a 55 milioni. Ritardi? A Genova c’è stato un cambiamento al vertice della Soprintendenza, l’ente che, dopo mille verifiche, rinvii, cambiamenti dovrà dire l’ultima parola in merito al maxi intervento che cambierà il waterfront del centro di Sanremo. Il dirigente è andato in pensione ed il nuovo responsabile, l’architetto Roberto Leone ha fatto nuove richieste, ritocchi al piano.

“Marco Calvi, il progettista, insieme agli altri professionisti dello studio Ceschi e Viganò – ha detto Lagorio – hanno già provveduto. Si tratta in sintesi del Tunnel che uscirà in via Roma, parcheggi spostati verso la Posta, più spazio e visibilità tra il mercato del pesce ed il Forte”. Quando il primo colpo di piccone? Con la pandemia in corso difficile azzardare previsioni. Lagorio non fa date, non nasconde neppure serie preoccupazioni, se si perderà altro tempo, che il progetto possa addirittura abortire. Visto che si parla anche di possibili ricorsi delle società escluse alla domanda se ha contatti con i fratelli Reuben il titolare della “Sanremo Srl” ha fatto capire nulla di importante sottolineando nel contempo la “solidità e serietà” delle loro società. Secondo Forbes il Fondo Britannico Reuben sarebbe di 14,6 miliardi di dollari! E con Robert Thielen, l’imprenditore mecenate olandese che ha presentato a Ventimiglia un progetto hollywoodiano, trasformare la ripida collina alle spalle del nuovo porto italo-monegasco Del Forte o Degli Scoglietti in una esclusiva, modernissima zona di residenza-vacanza per super Vip? “Ne ho sentito parlare bene – la risposta del patron di UnoGas – ma non lo conosco”. Thielen è un sognatore? A Ventimiglia se lo cominciano a chiedere. L’idea di realizzare un mini “Bosco di Agrifogli” proprio sul confine Italia-Francia pare un azzardo, con tutto rispetto Ventimiglia non si trova nella dorata contea di Los Angeles ed il Ponente ligure non è neppure la California.

Sanremo, attenzione, il gruppo Lagorio ama la città dei fiori e del festival, ma sta innamorandosi sempre di più di un altro progetto più attuale, moderno, che guarda l’hi-tech, l’ambiente, l’economia circolare. Non è un caso che Il Corriere della Sera proprio nei giorni scorsi gli abbia dedicato un bel dettagliato reportage dal titolo “Biomet, dai rifiuti il metano green per la mobilità”.

Il futuro è già cominciato.

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