Sanremo, al via oggi al Museo Civico la mostra di Temistocle Mancini

Difficile delineare la figura dello scultore Temistocle Mancini, nato in Campania a Mignano Monte Lungo (CE) nel 1953, vissuto a Genova e laureato con lode alla Statale di Milano, innamorato del Rinascimento come fonte di conoscenza e ricerca estetica ed in particolare di Filippino Lippi, pittore del quale amava sottolineare la simbologia  alchemica, a cui ha dedicato parecchi studi e riflessioni.

Nelle sue sculture si rileva una particolare attenzione alla dimensione umana sotto il profilo quasi meditativo, svestito da ogni sovrastruttura sociale e agli elementi della natura, aria terra fuoco, rappresentati da sculture di uomini e donne stilizzati, ma in particolare l’acqua, l’elemento preferito al punto di progettare la ristrutturazione di Piazza Caricamento di Genova intitolata “La Nave”, che simboleggia la propensione dell’uomo al viaggiare per andare verso altri lidi alla ricerca di mondi nuovi.

Le sue opere sono il frutto di una costante ricerca di dimensioni “altre” dalla consuete, ricerca alimentata dai suoi viaggi in Madagascar, sud America ed India.

Tra le sculture figura infatti anche la testa di Aurobindo, filosofo e mistico indiano, maestro di Yoga ed autore della “Sintesi dello Yoga” testo fondamentale della sua filosofia.

Molto interessato alla vita e alla cultura provenzale, dove ha vissuto alcuni periodi della sua vita collaborando con artisti del luogo quali AndrĂ© Miorin di Mazan, ha partecipato a mostre alla “Galerie Etoile” a L’Isle sur la Sorgue oltre che alla Galleria “Belle Arti” di Maastricht, dove ha esposto alcune grandi sculture in terracotta nei giardini di due famosi castelli.

Ha collaborato inoltre con il filosofo romano Roberto Carulli con acute riflessioni sulla vita e sulla bellezza dell’arte rinascimentale presso l’Abbazia di Monte San Senario (FI) ed esposto con il famoso architetto scomparso di recente, Alessandro Mendini, autore della prefazione della sua mostra presso il “Centro Civico Buranello” di Sampierdarena.

“Temistocle Mancini. Il mistero della forma” è il titolo della mostra che sarà inaugurata al Museo Civico di Sanremo venerdì 24 maggio alle 17 e rimarrà aperta al pubblico fino al 22 giugno.

Con questa mostra si intende divulgare le opere nelle quali l’artista esprime in modo scultoreo il suo pensiero sul destino dell’uomo e sulla ricerca della conoscenza che dovrebbe, ora piĂą che mai, accompagnarlo nel corso della vita.

Tutte le opere in bronzo patinato sono state realizzate dalla “Fonderia Artistica Battaglia” di Milano.

 

Il Testamento dell’artista

“Di fronte allo scenario della realtà contemporanea, io mi sento piuttosto smarrito.

Il nostro sistema economico genera una sempre maggiore ricchezza e risorse nelle mani di pochissime persone, mentre l’esasperato ed insensato uso delle stesse risorse produce fenomeni d’inquinamento che mettono a rischio la vita del pianeta.

Per questo credo che occorra intervenire con urgenza con un radicale cambiamento di rotta.

Io fondamentalmente sono un ottimista e quindi penso che riusciremo senz’altro a superare questa “impasse”.

Nel mio piccolo come scultore io faccio quello che ho sempre fatto, cioè cerco di fotografare nelle mie opere l’essenza ultima della realtà in cui viviamo per comunicarla agli altri ed anche per chiarirla a me stesso.

A livello generale io penso che ci debba essere da parte di tutti una fondamentale rivoluzione di coscienza che ci porti a consumare e a produrre in maniera piĂą etica piĂą consapevole e attenta alla realtĂ  che ci circonda.

Questo già avviene in alcuni comparti del mercato alimentare, così nel mondo degli oggetti io credo sia interessante la collaborazione tra vari designer su progetti di auto produzione come ritengo del resto indispensabile che gli studiosi del settore approfondiscano i loro studi e le esperienze volte alla realizzazione di realtà abitative e alla progettazione di città futuribili alimentate da energie non inquinanti.

Spero nella nascita di sinergie tra progettisti che diano vita a microrealtà produttive sia a livello industriale che artigianale o anche artistico, in grado di liberare una maggiore energia creativa e sul piano del mercato, differenziare e specializzare l’offerta svincolandosi dalla morsa soffocante delle mega strutture produttive.”