Sanremo 2017: un altro Festival arcobaleno

Era il 1996 quando fu presentata a Sanremo la prima canzone che parlava apertamente di omosessualità: “Sulla porta” di Federico Salvatore. Ironicamente proprio la parola “omosessualità” fu censurata nel testo della canzone: si passò da «sono diverso, mamma, un omosessuale» a «sono diverso, mamma e questo ti fa male». Il cantautore, in barba agli accordi, l’ultima serata cantò la versione originale e l’Ariston rispose con un calorosissimo applauso.

Quell’anno, oltre a me, nessuno era al corrente della mia omosessualità. Ascoltai quella canzone in diretta con le lacrime agli occhi, che dovetti asciugare in fretta affinché i miei genitori, seduti accanto a me, non se ne accorgessero.

Se quell’anno l’omosessualità fu sdoganata a Sanremo un po’ a fatica, negli anni successivi non mancarono le polemiche. Nel 2003 Sgarbi e Cristina Bugatty (transgender) avrebbero dovuto condurre il Dopofestival, ma il veto di Baudo fece saltare l’accordo. Nel 2008 Anna Tatangelo raccontò a Sanremo la sua amicizia con il parrucchiere gay; il 2009 fu l’anno delle polemiche su “Luca era gay” (Povia), e, in tutta risposta, del commovente monologo di Benigni.

Merita di essere ricordato anche il 2013, anno in cui Renzo Rubino, con “Baciami uomo”, portò nuovamente a Sanremo una canzone di amore e passione omosessuali.

Poi finalmente il 2016: solo pochi giorni prima del Festival, il 23 Gennaio, a Sanremo ed in altre 97 piazze italiane si manifestò al grido di “Svegliati Italia” affinché la legge “Cirinnà” sulle unioni civili fosse approvata al più presto. La presenza al festival di Elton John, sposato con un altro uomo e padre di un bambino, fece montare la polemica e furono molti gli esponenti politici che protestarono. Ma in risposta alle polemiche quasi tutti i cantanti, ospiti inclusi, mostrarono nastri arcobaleno a sostegno delle rivendicazioni del movimento LGBT. Fu Noemi la prima, che con coraggio e tanta emozione, portò sul palco gli ormai celebri nastrini arcobaleno.

E il 2017? Tra gli ospiti di questo Festival ci saranno Tiziano Ferro, Laura Pergolizzi (meglio nota come LP), Ricky Martin e Mika: tutti apertamente omosessuali. Ma ci saranno anche il “chiacchieratissimo” Keanu Reeves, protagonista del celebre “My own private Idaho”, film culto per tutti gli omosessuali cresciuti negli anni ’90 ed infine Robbie Williams che, forse scherzando, o forse no, ha più volte (sin dagli anni ’90) dichiarato di essere omosessuale. Tra i partecipanti c’è almeno un “porta bandiera”: si tratta di Michele Bravi che, proprio pochi giorni fa, ha dichiarato a Vanity Fair di essere innamorato di un ragazzo e di definirsi “fluido”. Insomma ci sarà da divertirsi. Intanto le polemiche piovono già da alcuni giorni. Ma sembra che quest’anno non interessino a nessuno, perché Sanremo sarà pur sempre Sanremo, ma il mondo cambia e Sanremo non fa eccezione.

 

Marco Antei

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