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È stata rinviata ulteriormente la ripartenza delle scuole superiori di secondo grado. Nella notte, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge contenente le nuove regole e le nuove misure anti-contagio. Il decreto prevede inoltre, per le scuole superiori, “la previsione della ripresa dell’attività in presenza, per il 50% degli studenti, a partire dal prossimo 11 gennaio”. Nulla cambia invece per le scuole elementari e medie, che riprenderanno in presenza il 7 gennaio.

Ai nostri microfoni, Yannick Renzetti, presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Imperia (CPS), spiega il punto di vista dei ragazzi: “C’è ancora molta preoccupazione, in quanto lo scenario è in continuo mutamento. Come si è visto negli ultimi mesi, non si riesce bene a comprendere l’entità, non solo della pandemia, ma anche del rientro stesso in aula, perché a settembre abbiamo visto un rientro che non è stato in sicurezza. Abbiamo avuto gravissimi problemi per quanto riguarda trasporti, aule e laboratori.

Speriamo che adesso non si ripeta l’esperienza di settembre – aggiunge – in entrambi i casi la considero una sconfitta del Ministero: da una parte, con la didattica a distanza, non si riesce più a garantire il diritto allo studio, anche se chiaramente è una misura emergenziale; dall’altro lato, qualora ci fossa un rientro, penso che sarà simile a quello di settembre e di conseguenza inefficace”.

Si sarebbe potuto fare di più? “Sì – risponde – anche solo interpellando gli studenti, perché molto spesso si agisce senza riuscire a comprendere quella che è la realtà in cui gli studenti vivono. In una realtà come questa dell’imperiese, è assolutamente necessario garantire un trasporto e servizi di trasporto di qualità, cosa che a settembre non c’è stata e che sicuramente non ci sarà ora nella fase di rientro”.

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