Riapertura il 18 maggio, Di Baldassare (Confcommercio): "Rischio diventi boomerang per le attività"

Con l’ordinanza firmata ieri dal governatore della Liguria, Giovanni Toti, oggi i commercianti, i ristoratori e le attività che non hanno potuto ripartire fino ad ora, possono cominciare a prepararsi in vista della riapertura che, intenzione della Regione, potrebbe avvenire già il 18 maggio. Ne abbiamo parlato con il presidente cittadino di Confcommercio Sanremo, Andrea Di Baldassare.

Ci sono un po’ di preoccupazioni per quanto riguarda le tempistiche. Non c’è ancora nulla di certo e per preparare i locali ci vuole tempo dopo quasi tre mesi di chiusura. Il vero problema, però, è che si parla di una riapertura senza avere delle linee guida. Capisco l’esigenza di aprire, condivisa da tutti. Siamo in una situazione tragica, ma non vorrei che tutto questo si trasformi in un boomerang per le aziende e le attività. Senza linee guida e con le restrizioni che inevitabilmente avremo, il rischio e quello di accendere dei costi che poi non si riescono a coprire,” spiega.

I protocolli per la riapertura e le linee guida a cui doversi attenere tardano ad arrivare da parte del governo. Difficile quindi capire come poter organizzare le proprie attività in quello che è un vero e proprio limbo. Cosa si può o cosa non si potrà fare? Quali le distanze da mantenere tra i tavoli di bar e ristoranti? Il commercio al dettaglio come dovrà predisporre le vendite?

“C’è una completa confusione che parte dal governo e passa anche attraverso l’aspetto medico. Ognuno la pensa in maniera diversa. Sono anche contrariato per quanto riguarda le task force che sono state create. Vediamo che sono piene di scienziati, ma non c’è nessuno che a livello concreto possa dare indicazioni e consigli sotto l’aspetto professionale,” aggiunge.

Tra le grandi incognite c’è anche quando verranno riaperte le regioni. Quando ci si potrà spostare, quindi, tra una regione e l’altra. Tantissime attività sanremesi, come del resto di tutta la Provincia, contano sui turisti, soprattutto in estate.

“Questo è il cuore del problema. Siamo una Regione che vive di turismo: Sanremo ha 22mila seconde case. Difficile vedere gli alberghi lavorare con le regioni chiuse. A questo dobbiamo aggiungere che le nostre attività sono piccole e le restrizioni che verranno imposte rischiano di rendere difficile fare utili significativi. Tanta confusione in un momento in cui le attività rischiano di non riaprire più,” conclude Di Baldassare.

L’intervista integrale è visibile a inizio articolo.