[beevideoplayersingle adstype=”video-ads” videourl=”https://vimeo.com/216984109″ videoadsurl=”https://vimeo.com/224092271″ adsurl=”https://www.sialpieve.com/”]Le terribili immagini delle continue scosse di terremoto che hanno devastato nei mesi scorsi l’Italia centrale hanno riportato al centro del dibattitto la convivenza forzata che alcuni parti del Bel Paese devono avere con il rischio sismico. Tra queste, è noto, c’è anche la provincia di Imperia, che nel passato ha pagato a caro prezzo – in termini di vite umane e distruzione – questa situazione.

Naturalmente la presenza di un alto rischio sismico non significa dover vivere nel terrore, né paralizzare la vita sociale. Significa soprattutto prendere le giuste contromisure, soprattutto in termini di edilizia. Questa è la strada che hanno percorso con successo molti Paesi, mentre in Italia – e il Ponente ligure non fa certo eccezione – si è arrivati tardi a questa presa di coscienza.

Abbiamo parlato di questi temi con il noto sismologo Claudio Eva e con il presidente degli Edili della Confatigianato Antonio Sindoni.

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