Alessandri maltempo ott 2020 Pieve di Teco

Aggiornamento dal comune di Pieve di Teco: “Il tubo provvisorio è funzionante. La vasca è nuovamente alimentata. Rimane la non potabilità, quindi fare bollire l’acqua prima di usarla. Le attività domani dovrebbero poter funzionare normalmente. Le scuole riapriranno comunque mercoledì”.

Da quasi tre giorni Pieve di Teco è in piena carenza idrica. Una frana, dovuta al maltempo di venerdì notte, ha tranciato parte dell’acquedotto. Sono invece state ripristinate luce e linee telefoniche, anch’esse saltate per svariate ore durante l’allerta.

Una situazione complicata che rischia, come detto dal sindaco Alessandro Alessandri, di far diventare i paesi dell’entroterra invivibili: “La valle Arroscia ha nuovamente dato un tributo pesantissimo – spiega. Ormai è un continuo. Una volta arrivava ogni qualche anno un problema così, ora ogni qualche mese e rende invivibili i territori perché i disagi sono enormi. Siamo stati senza elettricità, ora senz’acqua. Abbiamo le scuole chiuse, le attività chiuse. La statale 28 è chiusa a Ormea, l’alta valle è in ginocchio e anche la bassa valle ha sofferto. Sembra un bollettino di guerra”.

Alessandri apre poi a due diversi tipi di riflessione: quella a breve termine che miri a gestire i fenomeni atmosferici con opere concrete e una a lungo periodo relativa al cambiamento climatico.

“Non si può pensare di vivere in paesi dove ogni sei mesi o un anno capitano cataclismi del genere – prosegue. Penso a Cenova e alla valle di Rezzo con problemi enormi. Abbiamo migliaia di metri cubi di detriti, i fiumi vanno puliti. L’Arroscia non è mai arrivato a questi livelli“.

Sull’acquedotto: “Una frana ha completamente divelto la condotta di adduzione a monte del paese. Chiaramente lavorare su questi pendii senza strade, senza mezzi operativi è complicatissimo. Abbiamo fatto un bypass tampone per avere un po’ d’acqua, ma non è sufficiente. Stiamo predisponendo tutte le schede da mandare alla Protezione Civile per fare poi una lavoro strutturale importane come a Calderara ed evitare che alla prossima alluvione l’acquedotto si rompa”.