âNella riunione di Giunta di martedĂŹ prossimo approveremo una delibera per stanziare le prime somme per i ristori: in alcuni casi corrispondono alle cifre tabellari indicate nella disposizione nazionale per gli abbattimenti, sul resto utilizzeremo il sistema dei risarcimenti di protezione civile, dando mandato alla Camera di Commercio di effettuare la ricognizione dei danni. Di questo ho parlato poco fa con i ministri della Salute Speranza e delle Politiche agricole Patuanelli, per la costituzione di un tavolo politico per discutere dei contorni della gestione di questa crisi e dei ristori, che dovranno essere a carico del governo: la prima riunione Ăš prevista a Roma nei primi giorni settimana prossima, per definire i tempi di monitoraggio e di attuazione di eventuali ulteriori ordinanze che saranno auspicabilmente restrittive rispetto ai divieti previsti in prima battuta, con una prima ricognizione dei criteri di risarcimento per le imprese danneggiate. Abbiamo ovviamente chiesto che al tavolo partecipino anche gli amici della Regione Piemonte, per garantire politiche uniformi per territori contigui, anche su risarcimentiâ. CosĂŹ il presidente della Regione Liguria e assessore alla SanitĂ Giovanni Toti, che oggi firmerĂ lâordinanza regionale âesplicativaâ delle disposizioni nazionali adottate per contenere la diffusione della peste suina.
âCredo che lâordinanza regionale potrĂ portare un refolo di ristoro o almeno un chiarimento su quello che si puĂČ fare – spiega Toti – come, ad esempio, il passaggio sulle strade per raggiungere le abitazioni o le attivitĂ economiche e lâaccesso ai parchi cittadini. Lâordinanza dĂ attuazione alle prescrizioni delle disposizioni interministeriali per il contenimento del virus, prevedendo lâobbligo di abbattimento dei capi di suini allevati allo stato brado o semibrado nellâarea interdetta. Insieme al Dipartimento Agricoltura, alla Camera di Commercio e ad Anci abbiamo anche definito i criteri per adottare una delibera di Giunta, nella seduta in programma martedĂŹ prossimo, in cui stanzieremo le prime somme per i ristori. Il tavolo istituito in via permanente in Regione Liguria tornerĂ a riunirsi a strettissimo giro per definire la delibera di giunta e arrivare al confronto con il governo con un quadro piĂč chiaro delle ricognizioni anche dei bisogni delle comunitĂ maggiormente colpite dalle misure adottateâ.
âDai ripetuti confronti per limitare lâepidemia – afferma il vicepresidente della Regione Alessandro Piana – sono sospese per 30 giorni le attivitĂ selvicolturali, con le deroghe necessarie ed attivandoci per limitare il danno tramite proroghe corrispondenti non appena se ne presentino le condizioni. Ă emersa anche la necessitĂ di applicare misure di macellazione dei suidi negli allevamenti di varia natura con divieto di riproduzione e ripopolamento per i prossimi 6 mesi. Riteniamo pertanto essenziale che si raggiunga una adeguata modalitĂ di ristoro per gli allevatori, a cui gli Uffici dellâAssessorato allâAgricoltura della Regione stanno lavorando a pieno ritmo. Stiamo provando infatti a replicare interventi eccezionali con il Programma di Sviluppo Rurale, sullo stampo della misura 21 realizzata per lâemergenza da Covid-19 che era riuscita a supportare i bisogni del compartoâ.
Presenti alla riunione anche i rappresentanti di Alisa, dellâIstituto Zooprofilattico di Liguria Piemonte e Valle dâAosta, di Anci e della Camera di Commercio.
âOggi si svolge la prima giornata di battuta da parte di un centinaio di persone autorizzate nelle aree interdette – spiega Roberto Moschi, responsabile Veterinaria di Alisa – per la ricerca delle carcasse di cinghiali, la seconda Ăš prevista domani. Stiamo lavorando su due fronti paralleli: da un lato la ricerca di carcasse nel bosco, per cui poi vedremo i risultati delle analisi, e, dallâaltro, la gestione degli allevamenti domestici: in accordo con lâIstituto zooprofilattico, facendo unâanalisi dei rischi, abbiamo deciso lâabbattimento, considerato che i nostri allevamenti sono tutti semibradi, con i maiali lasciati liberi, a contatto con lâarea boschiva. Oggi procederemo a verificare il censimento dei capi nellâarea interdetta, circa 500, che saranno abbattuti. Per quanto riguarda le carni â precisa Moschi â lâordinanza nazionale prescrive il divieto di uscita dalla zona infetta, quindi non hanno mercatoâ. Per quanto riguarda il sequenziamento genetico del virus, âgli accertamenti proseguono ma dalle prime evidenze sembra che arrivi dalla Georgia”, chiosa Moschi.
Il direttore dellâIstituto Zooprofilattico di Liguria Piemonte e Valle dâAosta Angelo Ferrari precisa poi che âi casi confermati sono ad oggi 15 nellâintera area, ma fortunatamente in Liguria la situazione Ăš stabile, con 3 casi confermati due a Ronco Scrivia e uno a Isola del Cantone. Le ultime disposizioni nazionali sulla diagnostica â prosegue â prevedono inoltre che gli esami siano effettuati direttamente dallâIzs, senza bisogno della conferma del centro di referenza per i casi in zona infetta. Lâobiettivo Ăš quello di accelerare il piĂč possibile la rapiditĂ delle analisi, limitando quindi il focolaio. Anche la scelta dellâabbattimento nasce dallâesigenza di creare un âvuoto sanitarioâ per evitare in ogni modo il passaggio della peste dai capi selvatici o semibradi ai capi negli allevamenti. In Liguria â conclude – il numero dei capi Ăš ridotto e questo determina un vantaggio per lâabbattimento, anche grazie alla lungimiranza dimostrata a livello nazionale con la definizione dei ristoriâ.