[beevideoplayersingle adstype=”video-ads” videourl=”https://vimeo.com/266304184″ videoadsurl=”https://vimeo.com/236432438″ adsurl=”http://www.rivierarecuperi.com/”]L’ospite di oggi dell’Intervista di Riviera Time è Antonio Parolini, vice sindaco annunciato in caso di vittoria alle elezioni di Imperia di Luca Lanteri. Parolini, che ricopre l’incarico di amministratore di Arte Imperia, è stato a lungo corteggiato per correre in prima persona come candidato sindaco del centrodestra, ma ha rifiutato. “C’è una grossa differenza tra fare il sindaco e fare l’assessore. Il ruolo di sindaco ti prende a tempo pieno e per me in questo momento non era possibile”, sottolinea. “Ho dato però la mia disponibilità a fare l’assessore. Credo che si debbano soltanto ringraziare tutti coloro che hanno deciso di candidarsi a sindaco perché in questo momento amministrare Imperia è un onore ma è soprattutto un onere”.

Qualora il centrodestra vincesse le elezioni, Parolini avrà la delega all’amministrazione finanziaria. Cosa ne pensa del fatto che il bilancio verrà portato in approvazione il 29 maggio, a dieci giorni dal voto? “È un peccato arrivare a questo punto, perché quanto si innestano i meccanismi elettorali succedono cose che per noi cittadini sono difficili da comprendere”, dichiara Parolini. “Ci sono stati sicuramente dei miglioramenti, come dichiarano gli amministratori uscenti, ma è un bilancio ancora pesante, che non consente di avere risorse. Sarà importante andare a trovare contributi al di fuori dell’amministrazione comunale, anche perché i cittadini sono già troppo tassati. Bisognerà collaborare innanzitutto con la Regione”.

Parolini si sofferma poi sulla spaccatura nel centrodestra. “Queste spaccature alle persone interessano poco. Mi auguro che da adesso in avanti si parli delle strategie per Imperia. Non si può parlare solo di tappare le buche. Non credo che ci sia un candidato che non voglia tappare le buche. È vero che in questi anni non è stato fatto, ma per problemi di vincoli di bilancio”, dichiara. “Noi dobbiamo curare questa città, che è un malato grave, e dobbiamo dire come lo vogliamo fare. Lo dobbiamo dire noi e lo devono dire gli altri candidati. Dobbiamo parlare delle azioni strategiche, delle proposte concrete, non delle frasi generiche. Delle liti politiche alla gente non frega niente. La gente – conclude – vuole una città prospera, dove ci siano possibilità di lavoro per i giovani”.

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