Continua a far discutere l’ordinanza soprannominata “anti-slot” del sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano. Un’ordinanza, forse la più restrittiva in tutta Italia, che vieta l’utilizzo delle slot dalle 7 del mattino alle 7 di sera. Un’ordinanza fortemente osteggiata dai tabaccai che con le slot guadagnano, ma che sta riscuotendo molti commenti favorevoli nell’opinione pubblica.

Da quando Ioculano ha firmato l’ordinanza, attirandosi le ire della Federazione Italiana Tabaccai che ricorrerà al Tar, in provincia di Imperia si è aperto un vero e proprio dibattito e diversi sindaci sono propensi a seguire l’esempio del primo cittadino della città di confine.

Riviera Time ha deciso di interrogare le persone in diversi comuni del Ponente ligure. La scorsa volta siamo andati a Taggia. Oggi abbiamo girato per il centro di Sanremo con l’obiettivo di capire cosa pensano i matuziani se, anche nella Città dei Fiori, venisse applicata un’ordinanza anti-slot.

Sono favorevole. La gente si mangia lo stipendio e la pensione. Le macchinette sono troppo accessibili. Gestisco un locale e sono convinto che portino spesso brutta clientela. Cosa aspettiamo?

Questi, in generale, i commenti. Poche le voci discordanti: “Penso che ognuno debba fare ciò che vuole,” spiega un signore anziano. “Ricordiamoci che esiste il gioco online e a rimetterci rischierebbero di essere solo i proprietari di bar e tabacchini. Potrebbe funzionare solo in minima parte a contrastare la ludopatia,” risponde una signora.

A Sanremo la questione era approdata in Consiglio comunale dietro la proposta del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.

La mozione non era passata con 18 voti contrari, anche quelli della maggioranza. Diverse le giustificazioni. Il presidente della commissione Giovanna Negro aveva commentato durante l’assise: “Se si parla di limitazioni ritengo che mentre siano possibili nelle sale slot, siano molto più difficili da attuare in altre attività dove il gioco è solo secondario, come ad esempio bar e tabaccai. Servirà invece un’opera di sensibilizzazione verso la patologia della ludopatia, anche per quel che riguarda il gioco on line, soprattutto nei confronti dei giovani.”

Aveva poi aggiunto che un’ordinanza del genere, applicata solo a Sanremo, avrebbe creato un pendolarismo del gioco verso i comuni limitrofi. Il sindaco Biancheri aveva aggiunto: “Credo che il più grosso intervento da attuare sia quello del controllo e della prevenzione”.

Eppure Ioculano ha dimostrato che se si vuole si può affrontare la questione e da qualche parte bisogna pur iniziare. Ai quotidiani Biancheri ha affermato nei giorni scorsi di voler riproporre la questione in Giunta. Il Movimento 5 Stelle aveva, invece, commentato: “Sanremo che fa? Resta a guardare”.

Tutta la questione ha una maggiore rilevanza proprio a Sanremo, sede di uno dei quattro casinò italiani. Non è un segreto che una così vasta offerta di gioco d’azzardo libero pesi fortemente sugli introiti dei casinò che, in generale, stanno soffrendo pesanti contrazioni negli ultimi anni.

Il Casinò di Sanremo perde entrate anche a novembre, un trend negativo che sembra non aver fine. Da inizio anno, la casa da gioco è a -2 milioni di introiti rispetto lo stesso periodo del 2017.

“Al Casinò entri per un motivo ben chiaro. Al bar vai per prendere un caffè e finisce che ti rovini la vita per niente,” spiega uno degli intervistati. “Un’ordinanza intelligente che andrebbe a concentrare i proventi del gioco d’azzardo sul Casinò aumentando così le risorse da poter reinvestire sul territorio,” commenta un’altro.

Vietare l’utilizzo delle slot durante il giorno, al di fuori del Casinò di Sanremo, non sarà sicuramente una soluzione definitiva per le casse della casa da gioco, ma comunque potrebbe dare una mano. Inoltre, sarebbe sicuramente un luogo più sicuro e controllato dove giocare d’azzardo rispetto agli angoli bui di tabacchini e bar.

Insomma, le ragioni per adottare un’ordinanza anti-slot a Sanremo ci sono tutte (partendo proprio dal contrasto alla ludopatia) e se si vuole intervenire il sindaco di Ventimiglia ha dimostrato che si può fare. Cosa farà l’amministrazione sanremese?