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Alessio Graglia, gestore della pizzeria e osteria Via Veneto in zona Pian di Nave a Sanremo, è tra i fondatori del nuovo ‘Movimento per le imprese’. Un gruppo di protesta nato in questa difficile situazione dettata dal coronavirus.

“E’ un movimento che tre settimane fa abbiamo creato io e Maurizio Pinto – dice Graglia – con una pagina su Facebook che ha già raccolto più di 5mila adesioni. E’ un movimento di protesta, ci sentiamo abbandonati dallo Stato: le nostre aziende non hanno ancora ricevuto un euro, ci stiamo scontrando con delle difficoltà per ottenere finanziamenti dalle banche; quasi nessuno dei nostri dipendenti ha ancora ricevuto la cassa integrazione. Quindi come si può ben capire la situazione è molto molto difficile”.

“Il Governo – prosegue Graglia – non è ancora in grado di fornire risposte sulle date di riapertura, non sappiamo a quali prescrizioni dovremo attenerci con assoluta certezza, circolano solo tante ipotesi, in sostanza non sappiamo neanche quale sarà il nostro futuro prossimo”.

“Chiediamo indicazioni più precise, ma nell’insieme le nostre richieste riguardano alcuni punti fondamentali elencati tra gli obiettivi del nostro movimento,” spiega.

Di seguito le sei richieste del movimento:

  • Finanziamenti a fondo perduto a causa del periodo del periodo di chiusura imposto dal Governo;
  • Sostegno a fondo perduto per le imprese e i lavoratori che dopo la riapertura dovranno dotarsi obbligatoriamente di sistemi di protezione individuale, distanziatori sociali e dovranno sanificare gli ambienti;
  • Esame sierologico gratuito per tutti i dipendenti;
  • Proroga della cassa integrazione per tutti i dipendenti. Il termine dovrà coincidere con la data della riapertura delle attività;
  • Annullamento delle tasse per un periodo di almeno 6/8 mesi dalla data di riapertura. Le tasse non devono essere sospese ma cancellate;
  • Annullamento delle commissioni Pos.

“Le previsioni degli esperti in economia dicono che il 40% delle piccole imprese del settore rischia seriamente la chiusura e questo noi non possiamo permettere che accada, è inaccettabile”.

Sul gruppo Facebook si leggono inoltre alcune regole:

  • Nessun riferimento a gruppi politici;
  • Nessun incitamento esplicito alla violenza;
  • Utilizziamo un linguaggio educato il più possibime;
  • Nessuna pubblicità personale o di aziende.