Mario, napoletano, eterosessuale, domenica racconterà l’amore omosessuale e l’Amore in generale.

Mario Artiaco, nato a Napoli nel 1975, si autodefinisce un “ex tristissimo ma riconoscente bancario”, con “quattro meravigliosissime figlie, una splendida moglie”. e il beagle Charlie. “Tutti insieme” scherza “provano a sopportarmi e assicuro questa sia impresa titanica”. Sin da bambino sogna di diventare scrittore. Mario presenterà questa Domenica 11 Giugno (dalle ore 19) il suo libro “Io, Lauro e le rose” presso la libreria Mondadori di Sanremo. Oggi risponderà ad alcune nostre domande. La prima curiosità, d’obbligo: nel tuo libro parli di omosessualità, ma immagino tu non sia gay, visti i presupposti.

“Sono etero ma se continuiamo a utilizzare etichette, acronimi e sigle le distanze aumentano.”

Cosa spinge un eterosessuale a parlare di omosessualità?
“Ho scritto questo romanzo affinché, senza retorica, il mondo fosse un posto migliore per le mie figlie. E questo processo si compie anche attraverso il riconoscimento dei diritti civili, per tutti! La storia è comunque autobiografica. Tre amici compagni di viaggio sin da bambini e fino all’ultimo respiro. Uno dei tre, il protagonista, il gigante buono, è omosessuale. Due registri diametralmente opposti scandiscono i tempi e le sensazioni. Il primo all’insegna delle bravate adolescenziali, la spensieratezza, il sogno e un viaggio, il più strampalato e impraticabile cui si possa ardire. L’altro registro all’insegna del tempo che sta per scadere. L’omosessualità, gli abusi, l’ignoranza, l’omofobia, il pregiudizio. Un libro d’Amore e non si intenda solo quello omosessuale. C’è l’Amore incompiuto tra un figlio e una madre, l’Amore per un padre silente e assente, l’Amore per “l’uomo dei due sogni”, il più grande calciatore di tutti i tempi, l’Amore che lega indissolubilmente le vite di tre ragazzini, l’Amore per un fratello e per una sorella, l’Amore che resta comunque e sempre più forte della morte.”

Pensi che oggi raccontare l’omosessualità scandalizzi ancora?“Non credo che parlare di omosessualità scandalizzi, assolutamente. È scandaloso invece misurarsi ancora con l’ignoranza della gente che resta il vero cancro della nostra società.”

Pasolini e Tondelli hanno dato voce a due generazioni di omosessuali che avevano paura di uscire allo scoperto. Quali libri consiglieresti oggi ad un omosessuale quattordicenne che sta scoprendo la sua sessualità?

“Hai nominato Pasolini, proprio colui che ho adorato ai tempi della scuola. Un luminare. Ha visto, cinquant’anni fa, cose che accadono oggi e ha visto anche cose che accadranno tra altri cinquant’anni. Consiglierei due commedie teatrali su tutte: Calderon e Orgia.”

Ora convinci questo quattordicenne a leggere il tuo libro.

“Consiglierei la storia che ho raccontato perché il gigante buono è un personaggio meraviglioso, realmente vissuto, che entra nel cuore e non ti abbandona più e poi perché la sua storia, il suo coraggio, sono certo potrebbero salvare molti adolescenti tormentati ed emarginati.”

Parliamo del tuo rapporto con il ponente ligure. Dicci quali di queste nostre eccellenze conosci: il Festival di Sanremo, le olive taggiasche, la Sardenaira, “e sciure cene” e il Rossese.

“La mia quarta figlia sarà con me in Liguria e nelle due settimane successive. È convinta andremo in tv e pensa che dovrà cantare. E le olive taggiasche, le ho conosciute a ottobre scorso e, fossi condannato a morte, vorrei il paté di olive fosse una delle pietanze della mia ultima cena.”
 
Per ulteriori curiosità troverete Mario domenica in libreria.
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