“Ho 90 anni, ci sono nato e ho sempre vissuto in mezzo alle bestie”. Una vita scandita dal ritmo delle stagioni, lontana dalla frenesia della modernità , tra pascoli d’alta quota e le sue amate pecore brigasche. È quella di Giovanni Lanteri, conosciuto da tutti come ‘Giuvanin‘, protagonista del documentario realizzato dal videomaker Davide Avena, un progetto nato dall’amore per la Valle Argentina.
Il film ripercorre un intero anno trascorso accanto al pastore, che lo scorso anno ha raggiunto i 90 anni continuando a vivere e lavorare tra i pascoli, seguendolo dalla primavera fino alle prime nevicate autunnali. Un viaggio nella quotidianità di un uomo che ha scelto una vita essenziale: senza televisione, senza frigorifero e con la sola luce di una piccola lampada nel suo riparo. Una scelta che per lui rappresenta la vera libertà , lontana dai ritmi e dalle convenzioni della società contemporanea.
Le parole di Davide Avena
“‘Lo Chiamavano Giuvanin’ nasce dalla passione per la Valle Argentina, un territorio ricco di storia che oggi, a causa dell’abbandono e di un mondo moderno che ha altri punti cardine, sta perdendo molta della sua essenza – ha raccontato a Riviera Time Davide Avena –. In una società che corre, produce, consuma e dimentica, avere Giuvanin è una grande occasione. Con questo documentario ho cercato di restituire l’immensa ricchezza umana della vita di Giovanni Lanteri, pastore da sempre”.
‘Lo chiamavano Giuvanin’
L’opera è stata interamente autofinanziata e ha coinvolto numerosi professionisti del Ponente ligure. Avena ha potuto contare sul sostegno dei titolari de ‘La Fontana dell’Olmo’, Matteo Oliva e Silvia Bregliano, oltre alla collaborazione di Simone Caridi di Sanremo, Claudio Cecchi di Riva Ligure e Roberto Amoretti di Civezza per le riprese. “Ora si sta ultimando la colonna sonora firmata dal compositore Luca Schiappacasse di Santo Stefano al Mare”, ha dichiarato.
Tra i ricordi più curiosi emersi durante le riprese c’è anche quello del primo incontro di Giuvanin con un drone. “All’inizio lo osservava con grande diffidenza – ha raccontato il videomaker –. Lo individuava subito nel cielo e lo seguiva con lo sguardo senza perderlo di vista. Con il passare del tempo, però, se ne è appassionato e, quando andavo a trovarlo, lo facevamo volare insieme fino all’alpeggio per controllare le sue pecore».
Il documentario debutterà venerdì 24 luglio a Molini di Triora, comune in cui è stata girata gran parte delle scene, mentre la seconda proiezione è già in programma il 6 agosto a Triora. Sono in via di definizione anche altre date, con l’obiettivo di far conoscere al pubblico la storia di un uomo che rappresenta una preziosa testimonianza della cultura pastorale dell’entroterra ligure e di un modo di vivere sempre più raro.
A inizio articolo il trailer di ‘Lo Chiamavano Giuvanin’.







