L’ospite di oggi dell’Intervista di Riviera Time è Luca Lanteri, candidato sindaco del centrodestra a Imperia, andato al ballottaggio del 24 giugno con Claudio Scajola. Si parte dall’analisi del voto del 10 giugno. “Più o meno abbiamo preso il 30%. È quanto ci aspettavamo”, dichiara. “Certo, non immaginavamo che i partiti più rappresentati in Parlamento venissero decimati. Questo non ha riguardato solo la Lega e Fratelli d’Italia, ma anche il Movimento 5 Stelle. Non c’è stato il voto politico. Ci abbiamo ragionato ma siamo già ripartiti per il ballottaggio”.

    Occhi dunque all’appuntamento del 24 giugno. “Ci metto la faccia fino in fondo, ci tengo a fare bene. Claudio Scajola non può dare prospettive e futuro alla città. È una scelta tra passato e futuro“, afferma Lanteri. “Voglio rivolgermi a chi mi ha votato, ma anche a chi ha votato per altri e a chi non ha votato. Chi non va a votare abbandona la città al proprio destino. Chi non vota lascia Imperia in mano a Claudio Scajola”.

    Il candidato sindaco replica poi alle accuse di rappresentare il ‘partito del cemento’. “Sono una persona che conosce i problemi della città e che non dice belinate a caso. Sono stato attaccato in maniera qualunquista e in un certo senso vigliacco”, dichiara. “Avevo preferito non rispondere, adesso lo faccio. Il cemento di questi anni a Imperia è targato Claudio Scajola perché è con lui sindaco, nel 1994, che è stato adottato il piano regolatore con cui si è costruito in tutti questi anni”.

    Lanteri si dice “molto ottimista” in vista del ballottaggio. “Con otto candidati a sindaco si è creata molta confusione, dove Claudio Scajola, quattro volte ministro e uomo che ha gestito il potere a Imperia per vent’anni, è riuscito a farsi passare come novità anti-sistema. Invece lui è il sistema”, afferma. “Noi facciamo una proposta seria. Domenica 24 giugno non sarà solo un bel giorno di San Giovanni ma anche il giorno in cui emergerà il vero orgoglio degli imperiesi, non quello finto”.