Capoluogo di provincia, Imperia ha sempre giocato un ruolo fondamentale per tutta la Provincia.

Oltre, ovviamente, ad essere una città amministrativa, Imperia ha avuto un importantissimo passato quale città industriale.

Un’industria siderurgica, l’Ital Cementi, ma soprattutto le industrie alimentari quali la Sasso, Borelli, l’Agnesi e i Fratelli Carli, più tanti piccoli produttori di olio, il vero oro delle colline imperiesi.

Purtroppo, però, questo passato industriale è destinato a morire. Con la chiusura del pastificio Agnesi di Via Schiva, confermata per il 2 gennaio 2017, l’unica grande azienda che continua a resistere è l’Olio Carli.

La città deve, quindi, reinventarsi. Il Sindaco Carlo Capacci ne ha parlato ai microfoni di Riviera Time.

“L’industria – spiega – sta morendo a causa della mancanza di infrastrutture e della lontananza della città dai centri maggiori. Non potendo esserci logistica è chiaro che le attività industriali di un certo tipo tendano a morire.”

Secondo il Sindaco di Imperia, la città deve riconvertirsi: “Dobbiamo puntare sul turismo. Abbiamo la fortuna di vivere in un luogo bellissimo. È chiaro, però, che ci vuole del tempo.”

Fondamentali sono le manifestazioni quali Vele d’Epoca, Notte Bianca di Porto Maurizio e le varie attrattive estive. Ma bisogna anche “lavorare sulla promozione“, dice il Sindaco.

Nei suoi piani, anche la rivalutazione della città ha un ruolo fondamentale. I progetti per la nuova pista ciclabile sul sedimento della vecchia ferrovia e la pedonalizzazione di Via Cascione fanno parte di questa strategia.

I lavori nella via centrale di Porto Maurizio hanno, però, avuto vita difficile fin dal primo giorno. Numerose sono state, infatti, le proteste con conseguente ricorso (bocciato) al Tar.

Nonostante tutto, Capacci è sempre rimasto convinto che una volta finita la pedonalizzazione di Via Cascione aumenterà il passaggio, ci sarà maggiore aggregazione e gli incassi si moltiplicheranno.

“Quel giorno, chi protestava cambierà idea. Spero vengano a chiedere scusa.”