claudio scajola

La vicenda giudiziaria sull’asserita ineleggibilità di Claudio Scajola alla carica di sindaco di Imperia prosegue con un rinvio davanti alla Corte d’Appello di Genova. La nuova udienza collegiale è stata fissata per il 16 giugno 2027 alle 10.15, quando sono previste la precisazione delle conclusioni e la discussione orale della causa.

Il procedimento nasce dal ricorso presentato dopo le elezioni amministrative del 2023 da Luciano Zarbano e Ivan Bracco, che avevano contestato l’eleggibilità di Scajola in relazione all’incarico di commissario ad acta per il settore idrico, assunto dal 27 gennaio 2023. La questione era stata inizialmente portata davanti al Tribunale di Imperia, che nel 2023 aveva rigettato nel merito il ricorso.

La vicenda era poi approdata in Corte d’Appello. Nel 2024 i giudici genovesi avevano rilevato un problema relativo alla notificazione dell’atto introduttivo e disposto la rimessione della causa al primo grado. La decisione era stata impugnata in Cassazione da Scajola.

Nel luglio 2025 la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale di Scajola e accolto quello incidentale presentato da Zarbano e Bracco, cassando la sentenza della Corte d’Appello e disponendo il rinvio alla Corte d’Appello di Genova in diversa composizione. La Suprema Corte ha ritenuto regolare, in particolare, la notificazione effettuata nei confronti di Scajola presso la sua abitazione privata e ha stabilito che il procedimento dovesse proseguire davanti ai giudici d’appello.

Ora la nuova ordinanza della Corte d’Appello, firmata dalla consigliera istruttrice Chiara Monteleone, stabilisce che la causa venga discussa oralmente ai sensi degli articoli 350 e 350-bis del codice di procedura civile. Le parti avranno tempo fino a 30 giorni prima dell’udienza per depositare le note conclusionali.

Il rinvio dell’udienza al giugno 2027 incide anche sulla tempistica della vicenda giudiziaria, considerato che la causa si avvicina alla naturale conclusione del secondo mandato di Scajola. Nel caso in cui il ricorso dovesse essere accolto, l’esito potrebbe comportare la decadenza dalla carica di sindaco e, di conseguenza, anche dalla presidenza della Provincia di Imperia.