Si sono svolte questa mattina in tribunale a Imperia le udienze degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della bambina di due anni di Bordighera, deceduta a febbraio scorso. Gli accertamenti stanno ricostruendo i movimenti e i comportamenti ritenuti sospetti nelle ore precedenti al decesso, che hanno poi portato all’arresto della madre Manuela Aiello e del suo compagno Emanuel Iannuzzi.
Il primo a essere ascoltato è stato Franco Iannuzzi, 75 anni, padre di uno degli indagati, arrestato nei giorni scorsi dai Carabinieri dopo il ritrovamento di circa due chili di tritolo nella sua abitazione. Nel corso dell’interrogatorio, l’uomo ha riferito che l’esplosivo sarebbe stato in suo possesso da diversi anni.
Il figlio, Emanuel Iannuzzi, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere, su indicazione dei propri legali, che hanno chiesto di poter prima esaminare gli atti dell’inchiesta, che dovrebbero essere messi a disposizione nel corso del pomeriggio.
In queste ore è in corso anche l’interrogatorio di Manuela Aiello.
Le parole degli avvocati Maria Gioffrè e Cristian Urbini
A margine delle audizioni, gli avvocati Maria Gioffrè e Cristian Urbini, difensori di Franco ed Emanuel Iannuzzi, hanno illustrato ai giornalisti la linea adottata in questa fase preliminare del procedimento.
“È sconvolto. Sconvolto e sotto shock”, hanno dichiarato i legali riferendosi al loro assistito. “La sua volontà di non rispondere non è derivata da una sua scelta personale, ma è semplicemente una scelta processuale nostra”.
I difensori hanno aggiunto: “Indipendentemente dalla sua volontà di chiarire i fatti, al momento è stata una scelta difensiva in quanto non abbiamo ancora gli atti processuali”.
Sulla posizione dell’indagato, gli avvocati hanno ribadito: “Si dichiara innocente” e “ha sempre voluto rendere le proprie dichiarazioni”.
Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda alcuni presunti filmati considerati dagli investigatori elementi rilevanti. La difesa, tuttavia, sostiene di non aver ancora avuto accesso a tali materiali. “Video che noi ad oggi ancora non abbiamo. Tutti parlano di questi video, ma la difesa ad oggi non li ha visti, non li ha, non ne è materialmente in possesso”, hanno affermato i legali. “Non possiamo tenere alcuna linea difensiva o avere un’opinione su dei video che sono stati sbandierati come prove schiaccianti, ma che ad oggi noi non abbiamo”.
Secondo quanto riferito dagli avvocati, la documentazione e i materiali investigativi, inclusi i video, dovrebbero essere resi disponibili nelle prossime ore.
Sul ritrovamento dell’esplosivo in casa di Franco Iannuzzi, la difesa ha precisato che le circostanze e la provenienza saranno oggetto di verifica da parte degli inquirenti.
Gli avvocati hanno inoltre confermato la permanenza della misura cautelare in carcere per entrambi gli indagati.
“L’abbiamo chiesta una misura meno afflittiva, ma è stata confermata in questo momento la misura cautelare in carcere esclusivamente per un problema logistico”, hanno dichiarato, aggiungendo che sono già in corso iniziative per affrontare la situazione.
La difesa sottolinea infine come il procedimento si trovi ancora nelle fasi iniziali: “Sono ancora in corso le indagini preliminari, gli accertamenti medico-legali e quelli del RIS”.
Per questo motivo, concludono gli avvocati, ogni valutazione resta sospesa in attesa dell’acquisizione completa degli atti: “Non abbiamo gli atti in mano, quindi non possiamo dare una data né altro per un nuovo incontro con il PM”.
Le parole dell’avvocato Fabio Scaffidi Fonti
L’avvocato Fabio Scaffidi Fonti, legale di Maurizio Rao, padre di Beatrice attualmente detenuto, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla vicenda: “Attendiamo gli interrogatori e le decisioni del giudice. Ci auspichiamo che vengano ovviamente convalidati gli arresti e attendiamo”.
Riguardo alla situazione personale del suo assistito, ha spiegato: “Attende le notizie che arriveranno oggi. Ovviamente, come potete ben immaginare, è in una situazione emotiva molto difficile e chiede una giustizia rapida, efficace e precisa”.
Sulla richiesta di affidamento delle minori da parte della sorella, il legale ha riferito: “Abbiamo chiesto la custodia delle bimbe sia al Tribunale per i Minorenni di Genova sia al Tribunale ordinario di Imperia”. Alla domanda sulle possibilità di accoglimento ha aggiunto: “Abbiamo speranze, però ad oggi dobbiamo lasciare fare il suo corso alla giustizia”.
In merito al quadro generale della vicenda, il difensore ha parlato di una situazione grave: “È tremendo quello che tutte le bambine, Beatrice in primis, che purtroppo è mancata, ma anche le altre due, hanno vissuto. Hanno vissuto cose tremende, che non si possono neanche immaginare”.
Ha poi precisato la posizione del proprio assistito rispetto alle accuse: “Il mio assistito non ha usato violenza nei confronti della signora Aiello. Vi è una denuncia da parte della signora che però è ancora nel corso delle indagini e ci saranno i processi. Per adesso non c’è nessuna condanna in merito a questi fatti”.
Sul contesto familiare ha dichiarato: “Noi non eravamo a conoscenza del nucleo familiare in cui vivevano. Da quando il signor Rao purtroppo era detenuto, non ci è stata più data la possibilità di prendere contatto con le bambine direttamente dalla signora Aiello”.
Sulla posizione complessiva della difesa rispetto alle accuse più gravi, ha aggiunto: “Le bambine di 8 e 10 anni hanno vissuto delle vessazioni. Non è stato un atto d’impeto, di rabbia: uno tira uno schiaffo, la bambina cade e muore. Purtroppo ci sono stati atti ripetuti nel tempo che sono tremendi e ingiustificabili”.
Sul quadro processuale, il legale ha osservato: “Ci auspichiamo che possa essere rivisto il capo d’imputazione in omicidio. Le forme che poi verranno adottate è ancora presto per dirlo, però ce lo auspichiamo. Ci auspichiamo anche un rinvio a giudizio per abbandono di minori da parte della signora Aiello, perché ad oggi non è arrivato”.








