Due provvedimenti adottati dall’assessore al commercio del Comune di Imperia, Gianmarco Oneglio, hanno scatenato la protesta degli operatori commerciali del capoluogo. Un duro attacco all’assessore arriva da Confcommercio Imprese per l’Italia di Imperia.

“Dopo le decisioni assunte per quanto riguarda la Fiera di San Francesco e il contestato trasferimento in via Cascione e via XX Settembre e via Martiri della Libertà, Oneglio scivola anche sul delicato tema dell’imposta di soggiorno” dichiara la Confcommercio.

Per quanto riguarda la fiera, Confcommercio conferma la notizia che la richiesta di parere sullo spostamento della location alle associazioni di categoria sia stata inviata solamente il venerdì alle ore 13.06 e, nonostante il parere negativo, i posti siano stati assegnati senza darne sufficiente informativa agli operatori che, la domenica mattina hanno dovuto chiedere alla polizia municipale presente sul posto la collocazione assegnata. Tutto ciò ha causato ritardi nell’allestimento e disagi fra gli stessi commercianti.

“Il compito dell’assessorato al commercio – commenta Marco Gorlero, Presidente di Confcommercio Imperia – dovrebbe consistere in una programmazione anticipata di eventuali modifiche o spostamenti di fiere a calendario, senza contare che la fiera di San Francesco non ricade nell’ordinamento delle fiere promozionali, anche se l’assessore sembra trattarla come tale nelle sue dichiarazioni e ha, quindi, una data di svolgimento conosciuta con largo anticipo, cosa che permette di apportare le innovazioni necessarie creando il minor disagio possibile”.

Sull’imposta di soggiorno da tempo le associazioni chiedono un confronto: “In merito alla decisione di introdurre l’imposta di soggiorno – osserva il presidente Federalberghi di Imperia, Dario Ghiglione – tale decisione appare frutto di una scarsa sensibilità nei confronti degli operatori del settore della ricettività, le cui associazioni non sono state contattate per discutere dell’iniziativa dell’assessore, pur avendo un ruolo importante relativo all’imposta come previsto dal Patto per il Turismo della Regione Liguria. Sembra, inoltre, quanto mai inopportuno parlare di introduzione di imposta di soggiorno quando si attendono decisioni sull’annullamento dell’imposta da parte del Governo centrale senza contare che i soggiorni per l’anno 2019 sono già stati venduti”.