Il direttivo cittadino di Fratelli dâItalia di Imperia interviene in merito al dibattito scaturito in cittĂ circa lâabbattimento dei silos in cemento in Calata Cuneo. La decisione di eliminare i silos era stata inserita nel piano di sviluppo del bacino onegliese dall’amministrazione comunale, ma il Tar, al quale ha fatto ricorso la Cementi Centro Sud, al momento ha stoppato l’iniziativa.
Scrive in una nota il direttivo cittadino di Fratelli d’Italia: âIl percorso intrapreso da Imperia verso una sempre piĂč marcata vocazione turistica non rappresenta una semplice ipotesi di sviluppo, ma una scelta strategica ormai consolidata. La cittĂ ha progressivamente costruito la propria economia attorno al turismo, alla qualitĂ urbana, alla nautica, allâaccoglienza e alla valorizzazione del fronte mare. In questo contesto, strutture nate in unâaltra epoca e funzionali a un modello economico diverso appaiono sempre piĂč estranee allâidentitĂ che Imperia sta costruendo per il proprio futuro.
I silos destinati allo stoccaggio del cemento appartengono a una stagione storica che ha avuto una propria funzione, ma che oggi non puĂČ piĂč rappresentare la prospettiva di sviluppo prevalente dello scalo di Oneglia. La loro rimozione costituirebbe un intervento di riqualificazione capace di restituire qualitĂ paesaggistica e continuitĂ urbana al waterfront, rafforzando quella vocazione turistica che negli ultimi decenni si Ăš affermata come principale motore economico del territorio.
Affermare questa scelta, tuttavia, non significa immaginare un porto privo di attivitĂ produttive o rinunciare a una politica industriale e marittima. Sarebbe un errore contrapporre turismo e lavoro, come se i due obiettivi fossero necessariamente incompatibili. Una cittĂ moderna deve invece saper coniugare sviluppo economico, occupazione e qualitĂ urbana.
Per questo la progressiva trasformazione dello scalo non deve tradursi nella cancellazione dei traffici commerciali ancora presenti, ma nella loro evoluzione verso modalitĂ piĂč flessibili e compatibili con il nuovo volto della cittĂ . Le moderne tecnologie di movimentazione delle rinfuse secche consentono infatti di effettuare operazioni di scarico e carico direttamente dalla nave agli autotreni, senza la necessitĂ di mantenere ingombranti strutture permanenti a terra. Soluzioni giĂ sperimentate con successo in numerosi porti permettono di garantire continuitĂ operativa, preservando al tempo stesso il processo di riqualificazione del waterfront.
La vera sfida non Ăš dunque scegliere tra porto turistico e porto commerciale, ma superare una contrapposizione ormai anacronistica. Imperia non deve rinunciare al mare come luogo di lavoro, ma deve liberarsi dallâidea che il futuro del porto possa coincidere con modelli infrastrutturali concepiti per esigenze del passato. La vocazione turistica della cittĂ costituisce una scelta chiara e non negoziabile. Ma proprio perchĂ© Imperia guarda al futuro, essa non puĂČ rinunciare a una politica portuale e industriale moderna, capace di mantenere attivitĂ economiche e occupazione senza sacrificare il paesaggio, la qualitĂ urbana e la nuova identitĂ del fronte mare.
Rimuovere i silos, quindi, non significa dichiarare guerra al porto commerciale. Significa affermare che il futuro di Imperia non puĂČ essere costruito sulla conservazione immutabile delle strutture del passato, ma sulla capacitĂ di adattare le attivitĂ economiche alle esigenze di una cittĂ che ha ormai scelto definitivamente la propria vocazioneâ.
In modo nettamente contrario all’abbattimento dei silos del cemento si erano invece espressi i consiglieri del Partito Democratico di opposizione Loredana Modaffari, Daniela Bozzano e Ivan Bracco, che hanno espresso soddisfazione per la sentenza emessa in merito dal Tar Liguria.








