La Polizia di Stato ha proceduto ieri all’arresto di G.F., cittadino albanese, classe 1960, per il reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

A seguito di diverse segnalazioni di cittadini che avevano notato, nella centralissima via XX Settembre, un insolito movimento di persone, la Squadra di P.G. del Commissariato effettuava alcuni accertamenti finalizzati a verificare l’eventuale attività di spaccio di stupefacenti nella zona.

Dopo alcuni giorni di appostamenti e osservazione dei movimenti della via, veniva notato un cittadino albanese, già noto alle Forze dell’Ordine che, con frequenza, prima di entrare nel suo appartamento si intratteneva con una certa insistenza e con atteggiamento sospetto nel cortile dell’edificio.

Nella giornata di ieri veniva quindi predisposto uno specifico servizio di appostamento che consentiva di identificare e bloccare lo straniero proprio nel momento in cui, prima di entrare nel suo appartamento, avvicinatosi al contatore del gas situato nel cortile, cercava di prelevare un oggetto situato all’interno. L’oggetto, un calzino di cotone, era nascosto accuratamente dietro ai tubi del gas grazie ad un ingegnoso accorgimento: mediante due calamite cucite all’interno, era saldamente ancorato ed occultato dietro i tubi metallici, così da non essere notato in caso di apertura del contatore. Dopo un accurato controllo gli operatori verificano che il calzino conteneva al suo interno numerosi ovuli contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina.

In tutto venivano sequestrati 28 involucri per un peso complessivo di 40 grammi di cocaina.

A seguito di perquisizione in casa, veniva inoltre rinvenuta attrezzatura necessaria per la preparazione delle dosi: bilancino, sostanza da taglio, cellophane per il confezionamento, diversi telefoni cellulari e 500 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio.

Lo straniero veniva tratto in arresto per il reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nella mattinata odierna, al termine del rito per direttissima, il giudice disponeva la custodia cautelare in carcere e l’accompagnamento presso la casa circondariale di Imperia.