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Si è svolta nella sala multimediale della Camera di Commercio Riviere di Liguria a Imperia la presentazione del rapporto ‘L’economia della Liguria’, curato dalla Sede di Genova della Banca d’Italia e organizzato da Confesercenti Liguria in collaborazione con l’istituto bancario.

L’incontro ha rappresentato un importante momento di analisi e confronto sullo stato di salute dell’economia regionale, offrendo una fotografia aggiornata delle principali dinamiche che interessano imprese, commercio e sistema produttivo ligure Ad aprire i lavori sono stati Marco Benedetti, presidente di Confesercenti Liguria, Enrico Lupi, presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria, e Raffaella Di Donato, direttrice della Sede di Genova della Banca d’Italia, che hanno sottolineato l’importanza di poter contare su dati e analisi approfondite per comprendere l’evoluzione economica del territorio e affrontare le sfide future. Presente anche l’assessore regionale, Luca Lombardi.

Le parole di Marco Benedetti

“È assolutamente importante avere questo incontro con la Banca d’Italia, che ha presentato prima a Genova e oggi a Imperia i dati sull’economia del nostro territorio – ha esordito ai nostri microfoni Marco Benedetti –. Viviamo un momento particolarmente complicato, caratterizzato da forti incertezze per le imprese. Per questo poter contare su dati precisi e analitici rappresenta un supporto fondamentale per comprendere la situazione e orientare le scelte future“.

Le parole di Enrico Lupi

Soddisfazione è stata espressa anche da Enrico Lupi: “Con grande piacere abbiamo accolto l’invito a ospitare questo incontro. La presenza di numerose organizzazioni di categoria, insieme alle istituzioni, dimostra l’interesse verso questi temi. Più analisi abbiamo a disposizione e più chiara sarà la comprensione dello stato attuale dell’economia e delle prospettive future”.

Le parole di Raffaella Di Donato

Nel corso dell’incontro, Raffaella Di Donato ha evidenziato alcuni aspetti emersi dal rapporto: “I dati si riferiscono essenzialmente all’economia reale. La crescita del prodotto interno lordo regionale è sostanzialmente in linea con il dato nazionale, con alcuni elementi persino più favorevoli. Colpiscono in particolare la crescita dell’export regionale e i dati sull’occupazione”.

Il rapporto è stato illustrato da Davide Revelli ed Emanuele Russo della Divisione Analisi e ricerca economica territoriale della Sede di Genova della Banca d’Italia, che hanno presentato i principali indicatori economici della regione, evidenziando tendenze, criticità e prospettive di sviluppo. A seguire sono intervenuti Andrea Dameri, direttore di Confesercenti Liguria, e Paolo Della Pietra, direttore di Confindustria Imperia, che hanno offerto il punto di vista delle categorie economiche e del mondo imprenditoriale locale.

Economia in Liguria

Nel 2025 l’attività economica in Liguria è cresciuta leggermente. Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d’Italia, nell’anno il prodotto sarebbe aumentato dello 0,8 per cento, un valore di poco superiore alla media italiana. L’incertezza sull’evoluzione della domanda, alimentata dai conflitti in corso e dalle perduranti tensioni geopolitiche e commerciali, condiziona le aspettative per i prossimi mesi, che sono improntate a cautela.

Le imprese

Nell’industria in senso stretto l’occupazione si è lievemente incrementata, mentre il numero delle ore lavorate e il fatturato a prezzi costanti si sono mantenuti su livelli allineati a quelli dello scorso anno; l’accumulazione di capitale fisso è cresciuta.

Nelle costruzioni l’attività ha continuato a rallentare, nonostante il sostegno dato dalla prosecuzione dei lavori relativi alle principali opere infrastrutturali. Nel comparto immobiliare le compravendite di abitazioni sono tornate ad aumentare, con prezzi in rialzo; anche le transazioni di immobili non residenziali sono salite.

Le presenze turistiche sono diminuite di poco, sia nella componente domestica sia in quella straniera; tale dinamica ha riflesso una lieve riduzione della permanenza media, mentre gli arrivi sono cresciuti. Il numero dei passeggeri in transito nei porti liguri è salito, sostenuto dal segmento delle crociere. Malgrado le persistenti incertezze dello scenario economico internazionale, i traffici mercantili marittimi sono rimasti pressoché stazionari; la componente containerizzata espressa in unità di carico è aumentata, beneficiando dei maggiori flussi di transhipment indotti dalla riorganizzazione delle rotte.

Le condizioni economiche aziendali si sono mantenute favorevoli: secondo l’indagine della Banca d’Italia oltre l’85 per cento delle imprese liguri ha conseguito un risultato economico positivo. Anche la liquidità è rimasta su livelli elevati nel confronto storico, seppure in lieve riduzione nella componente rappresentata dai depositi bancari.

Il mercato del lavoro e le famiglie

Dopo la stabilizzazione registrata l’anno precedente, nel 2025 l’occupazione in Liguria è tornata a crescere, grazie all’aumento dei lavoratori dipendenti. Le assunzioni nette sono complessivamente diminuite, ma si sono incrementate leggermente quelle con contratto a tempo indeterminato. Il tasso di disoccupazione si è ulteriormente ridotto e la partecipazione al mercato del lavoro è salita; il ricorso agli strumenti di integrazione salariale è rimasto sostanzialmente invariato, mantenendosi su livelli bassi nel confronto storico.

Il favorevole andamento dell’occupazione ha sostenuto il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici, che in termini reali si è innalzato in misura di poco superiore alla media nazionale; nonostante la ripresa delle componenti più volatili dell’inflazione, anche i consumi in termini reali sono cresciuti.

L’intermediazione finanziaria

I prestiti bancari al settore privato non finanziario sono tornati ad aumentare, interrompendo un calo iniziato negli ultimi mesi del 2022. I finanziamenti alle imprese hanno sostanzialmente cessato di diminuire, beneficiando anche della progressiva riduzione dei tassi di interesse e del mantenimento da parte delle banche di politiche di offerta stabili. L’espansione dei prestiti di banche e società finanziarie alle famiglie consumatrici – già avviatasi nell’ultima parte del 2024 – si è rafforzata, riflettendo il graduale ritorno alla crescita dei mutui per l’acquisto di abitazioni, legato alla ripresa delle transazioni immobiliari; il credito al consumo ha rallentato leggermente.

I flussi di nuove posizioni deteriorate sono aumentati, ma l’incidenza dei prestiti deteriorati su quelli totali, al lordo delle rettifiche di valore, è rimasta pressoché stabile.

Sul fronte del risparmio, i depositi del settore privato non finanziario sono diminuiti lievemente: l’incremento dei depositi delle famiglie è stato più che compensato dal calo di quelli delle imprese. Il valore dei titoli a custodia presso il sistema bancario ha continuato ad aumentare, riflettendo sia l’afflusso di risorse verso nuove emissioni sia il rialzo delle quotazioni di mercato.

La finanza pubblica decentrata

Nel 2025 la spesa degli enti decentrati liguri è cresciuta, sia nella componente corrente sia, soprattutto, in quella in conto capitale, che ha continuato a beneficiare dei finanziamenti attribuiti nell’ambito delle politiche europee. Le risorse assegnate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) risultano superiori alla media italiana in rapporto alla popolazione e concentrate soprattutto nei progetti relativi alle infrastrutture per la mobilità sostenibile (missione 3) e alla rivoluzione verde e transizione ecologica (missione 2). La realizzazione degli interventi ricompresi nelle politiche di coesione e relativi al ciclo di programmazione 2021-27 risulta a uno stadio più avanzato rispetto a quello osservato nella media del Paese.

In allegato il rapporto

Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Benedetti, Lupi e Di Donato.