Consiglio Comunale del 30 novembre 2017. Il primo dopo la rottura tra il sindaco Carlo Capacci e il Partito Democratico. Sulla variazione di bilancio relativa a un contenzioso tra il Comune e la Idroeil il primo cittadino va sotto. A votare a favore della pratica soltanto i socialisti di Imperia di Tutti, Imperia per tutti. I voti contrari di Forza Italia e Imperia riparte bastano per il respingimento, vista l’astensione di tutti gli altri gruppi. Un episodio che dà il senso della situazione in cui si trova a muoversi Capacci, che ormai non ha più una maggioranza in consiglio.

Tuttavia, ad oggi, non c’è neppure una maggioranza compatta pronta a mettere fine alla sua esperienza da primo cittadino. Il sindaco, come ha più volte affermato, non ha alcuna intenzione di dimettersi e dunque serve un’intesa o sulle dimissioni in massa dei consiglieri o su una mozione di sfiducia. Un’intesa dai forti connotati politici e dunque non semplice da trovare.

Lo scenario si sta comunque evolvendo in maniera molto rapida. Basti pensare alla piroetta fatta dal sindaco sulla pratica relativa a Rivieracqua. Lunedì a Riviera Time affermava convintamente di voler comunque portare la delibera in Consiglio. Soltanto 48 ore dopo, mercoledì, in commissione consiliare Capacci delude invece di ritirarla.

Adesso cosa accadrà? Per il momento la situazione è in completo stallo, “senza vincitori né vinti”, per utilizzare le parole del consigliere regionale del Pd Giovanni Barbagallo rilasciate quest’oggi al Secolo XIX. Domani mattina tutto potrebbe ancora cambiare, ma per il momento Capacci resta al suo posto, anche se con pochissimi margini di manovra, mentre il Pd, che ha forzato la rottura, si è reso conto che mandarlo a casa è un’operazione più complessa del previsto.

E il centrodestra? Forza Italia attende segnali dall’altra parte, aspettando che il Pd scenda sul proprio terreno sul testo della mozione di sfiducia. La sensazione è che, qualora si trova la quadra sul candidato sindaco, tutto potrebbe subire una veloce accelerazione. Ma anche su quel fronte, ad oggi, non ci sono certezze.