Il Lions Club Diano Marina ha realizzato un importante service nell’ambito della campagna internazionale di sensibilizzazione contro lo spreco alimentare.
Grande successo di partecipazione da parte degli esercizi del Golfo, ai quali sono state distribuite delle borse in cotone riciclato, le Family Bag, personalizzate con il logo del club e destinate ai clienti. L’obiettivo del progetto è trasformare un’abitudine ancora poco diffusa in un gesto di civiltà : incoraggiare i clienti a portare a casa il cibo non consumato a tavola.
La campagna proseguirĂ per tutto il mese di luglio.
Questo progetto pilota del Lions Club Diano Marina, coordinato dal presidente Filippo Dematheis, dalla past president Arianna Salvador e con il valido contributo di tutto il club, ha evidenziato la necessitĂ di non sprecare il cibo per motivi economici, morali ed ecologici.
Lo spreco alimentare è quel fenomeno che, per ragioni economiche, estetiche o legate alla prossimità della scadenza di consumo, porta a gettare nella spazzatura enormi quantità di cibo che avrebbe potuto essere consumato, sia perché ancora nutriente, sia perché potenzialmente gustoso e gratificante se impiegato con accortezza.
Contrastare lo spreco alimentare, nelle diverse forme che può assumere, equivale a risparmiare risorse, con effetti positivi sui costi domestici, ma anche con benefici misurabili su vasta scala e sulla tutela dell’ambiente.
In Europa, lo spreco alimentare corrisponde a una media di 59 milioni di tonnellate annue, pari a circa 131 kg pro capite. Un dato che, tuttavia, nasconde gravi disuguaglianze nell’accesso al cibo da parte dei cittadini europei, con 32,6 milioni di persone che per 15 giorni al mese non riescono ad assicurarsi un pasto adeguato e nutriente.
Il club si mette in gioco dedicando tempo e creatività , facendo ricorso alla ricchissima tradizione anti-spreco della cucina italiana, popolare per eccellenza nelle sue radici contadine e marinare. L’obiettivo è rendere la sobrietà delle abitudini un tratto di stile personale e familiare, oltre che un’occasione di ritrovata solidarietà .








